Calcio, Meritocrazia Italia: "E' momento voltare pagina e puntare sul merito"

'occasione per avviare una riforma strutturale del settore arbitrale'

Walter Mauriello, presidente nazionale di Meritocrazia Italia
Walter Mauriello, presidente nazionale di Meritocrazia Italia
29 aprile 2026 | 14.06
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"Il calcio italiano vive una fase delicata e contraddittoria. Le recenti sospensioni del designatore arbitrale Gianluca Rocchi e del responsabile Var Gervasoni hanno scoperchiato un clima di tensione e opacità all’interno dell’Associazione italiana arbitri che non può essere ignorato. Per Meritocrazia Italia questa vicenda non può ridursi a una mera questione disciplinare o a uno scontro interno di correnti. È il segnale che il sistema ha bisogno di una scossa profonda, di regole più chiare e di una cultura della responsabilità che metta al centro la qualità e l’imparzialità del servizio". Lo afferma Walter Mauriello, presidente nazionale di Meritocrazia Italia convinto che sia il momento di "voltare pagina e puntare sul merito".

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"Una ventata di novità tra Figc e Aia - sottolinea - In questo scenario vediamo però anche un elemento positivo: sembra esserci una rinnovata volontà di dialogo e di lealtà istituzionale tra la Figc e l’Aia. Un confronto aperto, senza coperture e senza ambiguità, è il primo passo per ricostruire credibilità e fiducia". "È proprio questa la direzione da incoraggiare - continua - Il calcio ha bisogno di trasparenza, di meritocrazia e di visione. Non di logiche di potere, non di protezioni corporative, non di equilibri interni che finiscono per danneggiare l’intero movimento. È il momento di puntare sul merito".

"Gli arbitri sono una componente essenziale del gioco. La loro autorevolezza dipende dalla competenza tecnica, dall’indipendenza di giudizio e dalla capacità di garantire equità in campo. In altri termini, è frutto della serenità, cioè della libertà, con cui possono svolgere il loro incarico - prosegue - Per questo la selezione, la formazione e la valutazione devono avvenire esclusivamente su criteri di merito, senza influenze esterne e senza logiche di appartenenza". Meritocrazia Italia chiede "che la Figc e l’Aia colgano questa occasione per avviare una riforma strutturale del settore arbitrale".

"Una riforma che preveda: selezione trasparente e basata sulle competenze, con percorsi formativi certificati e verificabili - sottolinea ancora il presidente di Meritocrazia Italia - valutazione oggettiva delle prestazioni, con criteri chiari e con il supporto delle tecnologie disponibili; responsabilità diretta e sanzioni certe per errori gravi o comportamenti non conformi al codice etico".

"Il calcio è patrimonio di milioni di tifosi e rappresenta un’industria che muove economia, passione e valori sociali - aggiunge - Non può permettersi zone d’ombra o gestioni autoreferenziali".

"Oggi c’è l’occasione di voltare pagina - conclude - Di costruire un modello in cui la lealtà sportiva e la competenza siano i veri criteri di scelta. È il momento di dimostrare che anche nel mondo del calcio il merito può e deve prevalere".

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