Cateno De Luca: "Noi i veri civici. Il mio sogno? E' quello di guidare la Sicilia"

Leader Sud chiama Nord intervistato a San Marino Tv: "decreto sulla strada giusta, ma vrei fatto di più"

Cateno De Luca, leader di Sud chiama Nord
Cateno De Luca, leader di Sud chiama Nord
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21 ottobre 2026 | 17.04
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"Noi siamo i veri civici in Italia. L’1,5% che ci viene attribuito è frutto esclusivamente del nostro lavoro in Sicilia. Tutti ci vogliono perché non siamo schierati. Il centrosinistra ci aveva proposto un amore clandestino, ma noi abbiamo detto no. Non potevamo passare attraverso i surrogati del civismo rappresentati da Onorato. Con il centrodestra siamo riusciti a definire la nostra identità e nella prossima agenda di governo ci sarà un’attenzione completamente diversa nei confronti dei territori e dei sindaci”. Lo ha affermato Cateno De Luca, leader di Sud chiama Nord, del corso di 'Point Break – Il punto di rottura', il programma di approfondimento politico di San Marino RTV condotto da Monica Giandotti e Daniele Ruvinetti. "Non sarei all’altezza di fare il ministro, mentre Laura Castelli potrebbe ricoprire quel ruolo. Il mio sogno è diventare presidente della Regione Siciliana, ma a quel risultato voglio arrivare senza essere ostaggio di nessuno. Non sarò io a inserirmi in una coalizione pur di diventare a tutti i costi presidente della Regione”, ha continuato sul suo futuro politico dopo l'ufficializzazione dell'ingresso nel centrodestra.

Nell'intervista il sindaco di Taormina commenta poi gli scontri avvenuti al Nord, dicendo che con "il decreto cortei siamo sulla strada giusta, ma io avrei fatto di più. Mandare 500 unità delle forze dell’ordine senza il potere di arrestare significa esporle ulteriormente alle provocazioni”. E sul blocco dei tir De Luca è chiaro. “Non si risolve il problema degli autotrasportatori -ha sottolineato- con un fondo da 480 milioni di euro e con questi pannicelli caldi. Oggi dobbiamo riconoscere che la reazione del settore è complessivamente legittima. La soluzione non può essere quella di continuare a mettere pezze alle emergenze, ma occorre intervenire in maniera strutturale", ha aggiunto.

Quindi sul Ponte sullo Stretto di Messina conclude: “Sono stato chiaro: sono pontista, ma non accetto -ha sottolineato- che il Ponte sullo Stretto venga realizzato utilizzando le risorse del Fondo per lo sviluppo e la coesione, che sono destinate al Mezzogiorno e alla Sicilia per superare il divario infrastrutturale”, ha concluso.

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