Conte: "Minaccia russa costruita per farci comprare armi"

L'intervento del leader M5S a Napoli scatena reazioni

Giuseppe Conte - (Adnkronos)
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09 luglio 2026 | 15.30
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"Stanno costruendo una minaccia russa per convincerci che dobbiamo armarci fino ai denti. Loro continuano ad alimentare questa minaccia per giustificare questa corsa agli armamenti". Le parole di Giuseppe Conte scatenano una valanga di reazioni. Il presidente del Movimento 5 Stelle ieri è intervenuto dal palco del campo progressista a Napoli. "Noi non possiamo continuare a buttare soldi nelle armi. Si è concluso il vertice della Nato in Turchia, Meloni conferma gli impegni per la Nato: butteremo soldi per acquistare armi americane per compiacere Trump", un passaggio dell'intervento. Il riferimento alla 'minaccia russa' costruita non passa inosservato e viene criticato da esponenti di maggioranza e opposizione.

"Liquidando l'aggressione bellica della Russia all'Ucraina come una 'minaccia costruita', Giuseppe Conte racconta una favola pericolosa, una mistificazione che ignora i fatti per abbracciare a pieno la propaganda. La guerra in Ucraina non è un'invenzione né ucraina né dell'Occidente ma una terribile pagina di storia che ha già causato troppi morti e distruzione", dice Stefania Craxi, presidente dei senatori di Forza Italia. "Allo stesso tempo, colpisce il silenzio degli altri leader del centrosinistra di fronte a queste assurdità. Pur di tenere insieme il campo largo, Schlein è davvero disposta ad accettare una linea di politica estera farneticante, basata sul populismo anti-occidentale?".

"Conte, come un Vannacci qualunque, sostiene che non esista una minaccia russa. Lo dice mentre la Russia continua a bombardare ogni giorno le città ucraine, moltiplica le provocazioni sul fianco orientale della Nato e intensifica gli attacchi cyber contro i Paesi europei, Italia compresa. È questo l’alleato con cui il Partito Democratico pensa di costruire il cosiddetto campo largo? Davvero l’ambizione di arrivare a Palazzo Chigi può spingere la Schlein, il segretario di quello che un tempo era un partito riformista, ad accettare una posizione così grave sulla sicurezza dell’Italia e dell’Europa?", scrive sui social il vicesegretario di Azione, Ettore Rosato.

"Nel gioco delle differenze sarà sempre più difficile trovarne fra Salvini, Conte, Vannacci e un Di Battista: i putinisti giocano a carte scoperte, anzi, cambiano le carte in tavola con una disinvoltura agghiacciante perché secondo Conte la minaccia russa sarebbe un’invenzione dell’Occidente. Che cosa ne è di quei riformisti filo-atlantici ed europeisti? Qualcuno ha sentito le voci di Gentiloni, Malpezzi, Delrio?", dice Daniela Ruffino di Azione.

Nel campo largo, si esprimono Nicola Fratoianni e Angelo Bonelli . "Non mi pare che ci sia niente da commentare. Giuseppe Conte ha detto che dal suo punto di vista non siamo di fronte a una minaccia militare della Russia e che questo quadro non giustifica una folle corsa agli armamenti", dice Fratoianni, leader di Sinistra Italiana, a margine di un evento a Torino. "Siamo contro la corsa agli armamenti e l'aumento della spesa militare. Lo siamo dal principio, e lo siamo perché, come dimostra l'esperienza e il mondo che abbiamo attorno, l'idea che per preparare la pace sia necessario prepararsi alla guerra è un'idea completamente infondata. La spesa militare sta crescendo senza sosta ormai da anni, esattamente sulla base di questo falso assunto. E mentre cresce la spesa militare, crescono i conflitti, le guerre, l'instabilità, l'insicurezza".

"Non sono scandalizzato da questa affermazione e trovo veramente incredibile che si sia sollevata una polemica, perché oggi al di là di Putin che rappresenta un problema perché ha determinato un'invasione criminale so che Conte dà lo stesso giudizio che sto dando io adesso", afferma il co-portavoce nazionale di Europa Verde, Angelo Bonelli. Le parole di Conte "vogliono dire se ci schieriamo dalla parte del riarmo, di questa follia, ed è quello che è successo ad Ankara, e’ dire se siamo disponibili ancora oggi a dire sì alla follia del 5% del Pil per le spese in armamenti che sono insostenibili, perché questo rappresenterebbe 500 miliardi di euro in più nei prossimi anni".

"Dove li prendiamo questi soldi? Dove li tagliamo? È evidente che si tagliano la sanità, i servizi sociali, la scuola e noi ci schieriamo ovviamente da un'altra parte. Dico chiaramente, quel 5% se andiamo al governo per noi è carta straccia, perché tra l'altro non ha avuto alcun passaggio parlamentare”, osserva ancora Bonelli.

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