Oltre novemila magistrati domani e lunedì saranno chiamati a votare per il rinnovo del Consiglio Superiore della Magistratura, la cui scadenza è fissata a fine gennaio 2027. Più di sessanta i candidati in corsa per i venti posti riservati ai togati che andranno a comporre il nuovo Csm, che si insedierà dopo l’elezione dei dieci membri laici da parte del Parlamento. L’appuntamento, con cui si rinnova l’organo di rilievo costituzionale, presieduto dal capo dello Stato Sergio Mattarella, arriva a sette mesi dalla ‘bocciatura’ della riforma sulla giustizia con una percentuale dei no che ha superato il 53%, una riforma che avrebbe cambiato profondamente il Csm, sdoppiandolo e portando a Palazzo Bachelet magistrati sorteggiati.
Per la consiliatura 2027-2031, per i togati dovranno essere eletti due magistrati con funzioni di legittimità, tredici con funzioni giudicanti di merito e cinque con funzioni requirenti di merito. I componenti togati appartenenti alle tre categorie (legittimità, requirenti di merito e giudicanti di merito), vengono eletti in quattro collegi elettorali: un collegio unico nazionale per due componenti che esercitano funzioni di legittimità in Cassazione; due collegi territoriali binominali maggioritari per cinque magistrati che esercitano funzioni requirenti, in ciascuno dei quali vengono eletti i due candidati più votati e il "miglior terzo" per percentuale di voti presi sul totale degli aventi diritto al voto; quattro collegi territoriali binominali maggioritari per l'elezione di otto magistrati con funzioni di merito, o destinati all'ufficio del massimario della Cassazione, in ciascuno dei quali vengono eletti i due candidati più votati; un collegio unico nazionale, virtuale, in cui vengono eletti cinque magistrati con funzioni di merito, o destinati all'ufficio del massimario della Cassazione, con ripartizione proporzionale dei seggi. I diversi gruppi arrivano al voto di domani e lunedì dopo un percorso durante il quale hanno scelto i candidati e presentato i programmi e le idee da portare in Consiglio con decine di incontri negli uffici e anche via social.
Magistratura Indipendente candida dodici toghe, presentate come "espressione di una visione dell’autogoverno fondata sull’autorevolezza della istituzione e sulla sua indipendenza dal potere politico, sulla tutela dell’indipendenza della magistratura, sulla trasparenza delle decisioni e sulla valorizzazione del merito e della professionalità del magistrato". Candidato per la Corte di Cassazione Salvatore Casciaro, consigliere della Corte Suprema di Cassazione ed ex segretario generale dell’Anm. Per i pubblici ministeri, collegio 1 Stefano Buccini, sostituto procuratore a Venezia. Al collegio 2 Gaetano Bono, sostituto procuratore generale presso la Corte di Appello di Caltanissetta. Per i giudici, collegio 1, Ernesta Occhiuto, giudice presso la Corte di Appello di Milano; Giovanna Mullig, giudice presso il Tribunale di Udine. Collegio 2, Maria Tiziana Balduini, presidente vicario del Tribunale di Roma; Andrea Balba, giudice presso la Corte di Appello di Genova. Per il collegio 3 Maria Ilaria Romano, presidente della I Sezione Civile del Tribunale di Benevento; Giancosimo Mura, giudice presso il Tribunale di Sassari. Per il collegio 4 Giulio Corsini, giudice civile presso il Tribunale di Palermo; Ugo Scavuzzo, presidente della II Sezione Civile del Tribunale di Messina; Song Damiani giudice presso il tribunale di Catanzaro. Magistratura Indipendente si presenta all’appuntamento elettorale con un programma articolato in dieci punti: “Valorizzazione del reale percorso professionale del magistrato. Criteri certi, trasparenti e verificabili per la selezione della dirigenza giudiziaria e la verifica della idoneità dei dirigenti. Revisione della circolare sulle valutazioni di professionalità. Revisione della circolare sugli incarichi extragiudiziari. Un Csm più vicino ai magistrati attraverso canali informativi agili, digitali e trasparenti”, tra i punti. (segue)
La corrente ‘progressista’ di AreaDg dopo aver svolto 20 assemblee locali e nazionali e le primarie, candida una squadra composta da nove toghe. “Candidati con esperienza associativa ma anche colleghi giovani”, ha sottolineato durante la presentazione Giovanni Zaccaro, segretario dell’associazione che riunisce le toghe progressiste. Tra i punti del programma: una magistratura senza carriere, un governo autonomo trasparente e controllabile, una magistratura orizzontale, una giustizia di qualità che investe nelle persone e nella formazione.
Nel dettaglio, nel collegio unico nazionale di legittimità la candidata unica di AreaDg è Egle Pilla, da decenni in servizio nel settore penale, dove ha svolto tutte le funzioni dalla Pretura alla Cassazione, dove lavora oggi. Nel collegio requirente 1 il candidato unico di AreaDg è l’ex presidente dell’Anm Eugenio Albamonte, esperto in materia di cyber criminalità e attuale sostituto procuratore alla Direzione Antimafia e Antiterrorismo. Nel collegio requirente 2 Gianluca De Leo, da sempre pubblico ministero in Sicilia, da ultimo impegnato nelle indagini sui favoreggiatori della latitanza di Matteo Messina Denaro. Nel collegio giudicante 1 Roberto Arata, già giudice e presidente di sezione a Torino, ora a Milano. Nel collegio giudicante 2 Chiara Gallo, giudice, prima a Torino, poi a Civitavecchia ed a Roma, ora al tribunale di sorveglianza di Roma. Nel collegio giudicante 3 Cristina Ornano, giudice ora presidente del Tribunale di sorveglianza di Cagliari, Giuseppe Sepe, da sempre giudice penale prima a Nola e poi a Napoli e Antonella Rimondini, giudice civile a Bologna. Nel collegio giudicante 4 la candidata di AreaDg è Ilaria Casu, giudice a Bari prima addetta al civile, poi alla protezione internazionale ed infine gip.
L’altro gruppo in corsa, quello ‘centrista’ di Unità per la Costituzione rivendica “la scelta di regole rigorose e trasparenti” nella selezione delle candidature: per il Collegio unico nazionale di legittimità Elisabetta Ceniccola sostituto procuratore generale presso la Corte di Cassazione, per i pubblici ministeri nel Collegio 1 Rosalia Affinito, pm della Dda presso la procura di Roma, nel Collegio 2 Giuliano Caputo, sostituito procuratore presso la Procura di Napoli ed ex segretario generale dell’Anm. Come magistrati giudicanti di merito: Collegio 1 Alessandra Salvadori, giudice presso il Tribunale di Torino. Collegio 2 Valeria Ciampelli, giudice del Tribunale di Roma. Collegio 3 Piero Indinnimeo, giudice della Corte di Appello di Salerno. Collegio 4, Daniela Monaco Crea, giudice del Tribunale di Catania e Filippo Di Todaro, giudice della Corte di Appello di Lecce, sezione distaccata di Taranto. Per il presidente di Unicost e sostituto procuratore della Corte di Cassazione, Michele Ciambellini, le candidature “sono il frutto di un percorso improntato alla responsabilità e alla condivisione. Abbiamo scelto profili che rappresentano competenza, indipendenza, equilibrio e spirito di servizio. Il Csm deve continuare a essere la casa di tutti i magistrati, rifuggendo da qualsiasi logica di appartenenza”. (segue)
In campo per il rinnovo del Csm c’è poi Magistratura Democratica che “preso atto delle forti convergenze programmatiche riscontrabili” tra il proprio programma “con quello espresso dal gruppo che si riconosce nel progetto di ‘Autogoverno diffuso’ e del loro impegno a condividere un percorso comune” ha deciso di candidare per la magistratura di legittimità Giovanni Nardecchia, per la magistratura giudicante Angelo Mambriani, Pier Paolo Lanni, Glauco Zaccardi, Monica Amirante, Daniele Cappuccio e per pubblici ministeri Fabio Regolo e Roberta Amadeo.
Per la nuova consiliatura concorrono anche i candidati cosiddetti “indipendenti” che frenano molti dal fare facili pronostici. E il nome che ha fatto più rumore in questi mesi è stato quello di Cosimo Ferri, ex segretario di Magistratura Indipendente ed ex sottosegretario alla Giustizia. Tra i protagonisti degli incontri con Luca Palamara all’hotel Champagne, già ‘assolto’ dal Csm per quei fatti, tornato in servizio lo scorso marzo col ruolo di giudice a Roma, Ferri è tornato in campo candidato nel collegio giudicante 2. Una candidatura da indipendente che Ferri, parlando con l’Adnkronos, aveva definito nello “spirito della legge”. Collegati a Ferri, ci sono 4 toghe, Elisabetta Scolozzi, Annarita Donofrio, Giacomo Gasparini e Vincenzo Depalma. Altra candidatura da indipedente è quella di Luisa De Renzis, sostituto procuratore generale in Cassazione.
A completare l’assetto del nuovo Csm sarà poi il Parlamento per l'elezione dei dieci componenti laici. Al momento fra le autocandidature, tutti avvocati e professori, sono presenti in lista parlamentari e ex parlamentari, testimonial del sì e del no all'ultimo referendum sulla Giustizia, ex pm ed ex consiglieri di Palazzo Bachelet che puntano al bis. Una partita, quella dei laici, che non si chiuderà a breve, manca ancora un accordo infatti tra maggioranza e opposizione e altri nomi arriveranno proposti dai partiti. Lo spoglio delle schede per l’elezione dei togati confluiranno tutte in Cassazione dove, invece, lo spoglio inizierà mercoledì mattina.