Alla presentazione del libro di Piero De Luca il senatore dem sollecita chiarezza nel campo progressista: "Una coalizione che si vuole proporre di governare il Paese non può avere esitazioni, deve sapere con chiarezza da che parte della storia sta". Mentre l'ex commissario Ue avverte che il tema europeo sarà centrale "nelle campagne elettorali del prossimo anno: "Si vota in Italia, Francia, Spagna, Grecia. Chi vince sarà fondamentale per il futuro dell'Europa".
Mentre alla Camera la maggioranza torna a dividersi nei voti sulla legge elettorale, a pochi passi da Montecitorio alla libreria Mondadori a Galleria Sordi, la presentazione del libro di Piero De Luca - il padre Vincenzo, seduto in prima fila - diventa l'occasione per uno stimolo al campo progressista che si candida alla guida del Paese, a fare chiarezza sul "tema dei temi", come lo chiama Pier Ferdinando Casini, ovvero la politica estera. Casini e poi Paolo Gentiloni con il sindaco Roberto Gualtieri hanno partecipato alla presentazione del libro del parlamentare dem, 'L'idea di Europa e il suo destino', moderata da Monica Giandotti.
La politica estera, il futuro dell'Europa, l'Ucraina al centro degli interventi. Proprio i temi su cui si sono registrate tensioni nel campo progressista dopo le parole di Giuseppe Conte dal palco della manifestazione di Napoli con Elly Schlein e i leader di Avs. Dice Casini: "Ieri ho visto tanta euforia alla Camera e allora vorrei fare una piccola annotazione. La politica estera non è una appendice della politica interna. Oggi è il tema dei temi. Allora è necessario che su queste questioni, come su quelle dell'approccio all'Ucraina - io leggo sistematicamente quello che scrive il mio amico Gentiloni su Repubblica e condivido dalla A alla Z: l'Ucraina non si vende si difende - una coalizione che si vuole proporre di governare il Paese non può avere esitazioni, deve sapere con chiarezza da che parte della storia sta".
L'ex commissario Ue, Gentiloni scommette sul fatto che questi temi saranno, o meglio dovranno essere al centro della campagna elettorale del prossimo anno. "Noi siamo un po' a un crocevia della storia europea che a mio avviso dovrebbe essere fondamentale nelle campagne elettorali dell'anno prossimo. Sapete che l'anno prossimo si vota più o meno in quasi metà dei paesi europei. E quasi tutti i paesi del sud Europa: Italia, Francia, Spagna, Grecia, eccetera. E anche qualcun altro. Il tema del futuro dell'Unione Europea, secondo me dovrebbe essere centrale", osserva. Nel libro di Piero De Luca "abbiamo molta materia per i programmi delle opposizioni e del futuro governo. La materia c'è e quindi guardiamola con attenzione perché sarà il tema fondamentale".
De Luca sottolinea come l'Europa abbia "garantito pace negli ultimi 80 anni. Certo ci sono state criticità come il fenomeno migratorio che non è stato gestito in modo corretto e questo ha alimentato i sovranismi. Eppure la capacità di reagire alle ultime crisi da parte dell'Europa ci dà motivi forti di speranza. Mi riferisco al Next Generation Ue. Da lì dobbiamo partire per parlare del destino Europa in futuro''. Un destino, secondo il parlamentare dem, che passa da alcuni snodi essenziali come l'eliminazione del diritto di veto, dare potere la difesa comune europea, gli investimenti comuni in settori strategici, un seggio Ue all'Onu. Tutti passaggi che portano verso una ''Europa autonoma e sovrana che può decidere il suo futuro''. E in tutto questo il 'ciclone Trump' può essere ''l'occasione per accelerare'' questi passaggi ''come lo è stata la pandemia. E' il momento di avere il coraggio di osare - sottolinea De Luca- per arrivare agli Stati Uniti d'Europa''.
Per Gentiloni, "l'attuale struttura dell'Ue -argomenta Gentiloni- dietro ha l'idea che in gergo si chiama 'funzionalista' e cioè l'idea che tu, invece di affrontare il problema della sovranità europea, della federazione europea del futuro dell'Europa, vai per temi. Abbiamo fatto delle cose meravigliose con il funzionalismo, ma nel mondo di Trump, di Putin, di Xi Jinping dobbiamo fare un salto in più", osserva l'ex-commissario Ue. Trovare un meccanismo in cui sovranità nazionali e quella europea "convivono. Certo, la sovranità degli stati nazionali in Europa sarà comunque un po' più forte della sovranità del Texas o del Delaware, perché c'è un fatto storico linguistico e tuttavia ti consentirà di fare dei progressi in termini di difesa comune, politica estera comune, emissioni comuni di Eurobond".
Ma, rimarca Gentiloni, "non li facciamo più questi passi in avanti. Una delle cose terribili, caro Roberto", dice rivolgendosi a Gualtieri con cui, insieme, lavorarono al Next Generation Ue, "è che il mega prestito che decidemmo nel 2020 di 800 miliardi per il Covid non viene neanche rinnovato a scadenza . Qualunque stato-azienda lo farebbe a occhi chiusi, in Europa non si fa perché c'è un fronte di paesi che si oppone". Ma solo facendo quei passi avanti si potrà avere "un'Europa che conta davvero nel mondo che abbiamo attorno a noi e che quindi resiste all'assedio di Trump, di Putini, di Xi Jinping. E questo riusciamo a farlo con un po' più di potere sovrano europeo, anche su altre materie che vanno al di là del mercato unico e della moneta unica. Altrimenti il rischio è che succeda l'opposto: cioè che se non riesci a fare dei passi in avanti verso una maggiore sovranità europea, il rischio è che succeda al contrario". Quindi, conclude Gentiloni,"il tema europeo è uno dei temi dirimenti della prossima campagna elettorale in Italia e in altri paesi europei. Chi vince chi perde sarà fondamentale per il futuro dell'Europa".