Fantasma o in manette, 10 anni senza Pannella e le sue eclatanti proteste

Roma, 9 marzo 2010 Piazza Santa Chiara: assemblea dei radicali . Marco Pannella
Roma, 9 marzo 2010 Piazza Santa Chiara: assemblea dei radicali . Marco Pannella
19 maggio 2026 | 15.42
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"Io non protesto, propongo". Marco Pannella lo ripeteva ai suoi interlocutori, spesso basiti di fronte alle forme più imprevedibili che il leader radicale decideva di dare alle sue iniziative. Pronto a tutto pur di portare all'attenzione dell'opinione pubblica temi spesso ai margini e metterli così al centro del dibattito. A 10 anni dalla sua scomparsa (19 maggio 2016) rivivere le più eclatanti forme di "disobbedienza civile" di Pannella è un po' come rivivere la storia del Paese.

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Si parte dal '78, perchè quella sull'aborto resta la battaglia della vita dei Radicali. Quella che, insiema al divorzio di quattro anni prima, ha avuto l'impatto più forte sulla vita degli italiani e sull'intera struttura della società. Pannella si presenta alla Tribuna referendaria sulla Rai imbavagliato, mani legate, accompagnato tra gli altri da una giovanissima Emma Bonino. Al collo, un cartello: "Contro il popolo, bavaglio al referendum". La delegazione referendaria occupa così lo spazio che le viene riservato in Tv dalla par condicio, in silenzio per 25 minuti. Poi, pochi minuti prima della fine della Tribuna, Pannella si libera e libera la Bonino: "Decidete voi di togliere il bavaglio al Paese". Un messaggio fortissimo.

Altro fronte pannelliano storico, portato avanti fino alla fine, quello sulla legalizzazione della marijuana. Panella, nell'estate del '95 organizza una manifestazione antiproibizionista a Porta Portese, a Roma. Finisce in manette, per detenzione di 150g di hashish, con l'accusa di spaccio. Un arresto che il leader Radicale trasforma, sapientemente, in un evento mediatico per dare risalto alla sua campagna. Ma Pannella si supera poco tempo dopo. In Tv, ospite del programma Rai condotto da Alda D'Eusanio, si presenta con un pacchetto regalo ben confezionato che dona alla conduttrice: 200 grammi di hashish. "Ti sto regalando il mio arresto. Ma non lo faccio per esibizionismo, ma perchè o mettono in galera anche me o tirano fuori gli altri per trovare soluzioni", spiega.

Altro referendum, altra battaglia epocale, altra clamorosa esibizione di Pannella. Sempre in Rai, in una Tribuna per il referendum abrogativo sulla caccia del '97, si presenta vestito da fantasma, sotto un lenzuolo bianco con i due buchi per gli occhi. E così rimane per tutta la durata della Tribuna, di fronte a uno stupefatto Nello Adelmi, rappresentante del No, che tenta a fatica di arginare la verve di Pannella. Al collo, il leader radicale porta il cartello con la scritta: "Fantasma della democrazia, della legalità, dei referendum, dei Riformatori, dell'informazione".

Gli interventi in Parlamento di Pannella sono epocali, spesso torrenziali. Ma il vero capolavoro di Pannella alle Camere resta quello di riuscire a farsi espellere dall'aula anche se non eletto. Nel 2006, il Senato si riuniva dopo le elezioni per eleggere il presidente. Mentre Oscar Luigi Scalfaro, presidente pro tempore, dirige i lavori, dalla tribuna ospiti di palazzo Madama spunta Panella, che interrompe Scalfaro urlando le sue ragioni. Quella volta c'era da difendere la sua lista, la Rosa nel pugno, a dire di Pannella esclusa ingiustamente dal Senato per un conteggio dei seggi sbagliato: "Si faccia eleggere, molti auguri per la prossima volta", dice Scalfaro chiedendo di allontanare Pannella dall'aula. "Viva la Costituzione!", urla il leader radicale mentre lo accompagnano fuori.

La Rai e l'informazione sono sempre stati uno dei pallini di Pannella. Nel 2009 nel mirino finisce la commissione di Vigilanza Rai. Pannella organizza un presidio davanti alla sede della Bicamerale, a palazzo San Macuto. In principio un presidio tradizionale ma, poco prima dell'avvio dei lavori della commissione, ad un gesto di Pannella gli animatori del presidio si sdraiano per terra, Pannella tira fuori una catena legandosi agli altri manifestanti. Morale? Impossibile per i componenti della Bicamerale entrare nel Palazzo, fino all'arrivo della polizia che prende Pannella e i suoi portandoli via di peso.

Un capitolo a parte lo meritano i digiuni di Pannella. Il primo nel '69, già allora per il divorzio. L'ultimo nel 2015, sul sovraffollamento delle carceri, altra sua battaglia storica. In questo caso l'episodio più eclatante è quello del 2002. La protesta è quella per la mancata nomina di due giudici della Corte costituzionale, Pannella è stremato dal digiuno. Al congresso dei Radicali interviene, parla a stento, ansima e non riesce a finire le frasi. Con un filo di voce annuncia di aver deciso di bere le sue urine "per guadagnare 12 o 24 ore di vita". E beve. Farà lo stesso in Tv, ospite di Maurizio Costanzo con un Roberto Giachetti alle prime armi. A 'Domenica più' mostra un video un cui beve le sue urine "come atto di vita, di amore, di forza della nostra storia". Qualche anni dopo, nel 2011, arriva a tre mesi di digiuno per chiedere una amnistia.

Della 'creatività' di Pannella ha fatto le spese anche Romano Prodi. Nel 2007 l'allora leader dell'Unione convoca un vertice tra tutti gli alleati nella reggia di Caserta. Una sorta di 'ritiro', una liturgia molto amata dal Professore, per serrare i ranghi e compattare la coalizione. L'introduzione di Prodi, nella riunione rigorosamente a porte chiuse, viene però trasmessa in diretta su Radio Radicale grazie a un telefonino dimenticato acceso nelle tasche di...Pannella. La voce si sparge e arriva nella sala del conclave. Prodi chiede conto, Pannella spiega: "Scusa, presidente. Ma vorrei ricordare che su Radio Radicale abbiamo mandato in onda le trasmissioni pirata delle sedute della Camera dei deputati che non lo consentiva. Mi felicito con radio Radicale!".

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