Festa per i 90 anni di Achille Occhetto, Schlein: "Senza il suo coraggio non ci sarebbe il Pd"

Alla celebrazione hanno preso parte tutti i big da Massimo D'Alema a Walter Veltroni da Piero Fassino e Fabio Mussi a Pier Luigi Bersani e Dario Franceschini ma la situazione internazionale ha gettato un'ombra sulla festa con l'amara riflessione dell'ultimo segretario del Pci: "Siamo nel fascismo? No è peggio"

Achille Occhetto ed Elly Schlein - Adnkronos
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03 marzo 2026 | 19.55
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Festa grande per i 90 anni di Achille Occhetto. “Credo che la comunità che oggi ho l’onore di guidare, debba tantissimo ad Occhetto e voglio esprimere gratitudine non solo personale, ma anche quella della nostra comunità: noi siamo debitori verso il coraggio delle scelte difficili che hai fatto. Senza, oggi non saremmo qui dove siamo, non ci sarebbe il Pd”. La ‘gratitudine’ di Elly Schlein, i ricordi di Walter Veltroni e Luciana Castellina, quelli di Francesco Rutelli e Pier Ferdinando Casini. Tanti big della sinistra e non solo presenti oggi al Tempio di Adriano a Roma.

Massimo D'Alema e Walter Veltroni, Piero Fassino e Fabio Mussi, Pier Luigi Bersani e Dario Franceschini e poi Ugo Sposetti, Anna Finocchiaro, Claudio Petruccioli, Nicola Fratoianni tra gli altri. Dice Veltroni: “Achille è stato capace di salvaguardare un’identità. La svolta non è stata una svendita, ma una rigenerazione”. Veltroni evoca la “durezza” di quei giorni. “Achille - aggiunge - è sempre stato un uomo di dialogo, un dialogo fondato sul rispetto e la curiosità. La prima esperienza di alleanza progressista nasce proprio con lui”. E, a proposito di alleanze, Schlein chiude il suo intervento con una ‘promessa’ ad Occhetto: “Ti prometto che continueremo a lavorare, testardamente unitari”.

Tuttavia, l'attualità dell'attacco in Iran si insinua nella festa al tempio di Adriano. Ne parla la segretaria del Pd, ne parla Veltroni. "Questa festa - dice - si svolge in un momento tra i più drammatici e carichi di pericoli. E tra le tante ragioni, c'è quella della morte della politica, sostituita dalla forza”.

Ed è lo stesso Occhetto a parlarne nell'intervento che chiude la serata in suo onore. "Oggi provo un certo imbarazzo a sentire parlare di me. Mi sono chiesto: che diritto ho di distrarre da quello che sta accadendo nel mondo? Con due criminali che, come all'inizio della mia vita, stanno incendiando il mondo. Oggi siamo nel fascismo? No, è peggio. Bisogna vedere l'asticella da cui si parte e l'abisso in cui si precipita". Perché, osserva, "oggi abbiamo una Costituzione, una civiltà giuridica molto più alta, i nostri giovani girano l'Europa, hanno vissuto 80 anni di pace. Questo ci dà la profondità del baratro in cui siamo oggi".

Nel buio, una luce. Quella di Sergio Mattarella, oggi il primo a telefonare ad Occhetto per farli gli auguri. "Saluto il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, che questa mattina mi ha chiamato per farmi gli auguri per i miei 90 anni. In questo momento buio, il presidente rappresenta una luce e una speranza per la nostra democrazia".

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