Lo afferma, in una nota, Antonio Brandi, presidente di Pro Vita & Famiglia onlus, commentando le dichiarazioni del presidente del consiglio nella tradizionale conferenza stampa annuale.
"Ringraziamo Giorgia Meloni per le sue chiare e nette parole contro il suicidio assistito: il compito dello Stato non è favorire percorsi per suicidarsi, ma combattere solitudine e abbandono, investire in cure palliative e assistenza domiciliare e sostenere concretamente le famiglie, a partire dai caregiver". Lo afferma, in una nota, Antonio Brandi, presidente di Pro Vita & Famiglia onlus, commentando le dichiarazioni del presidente del consiglio nella tradizionale conferenza stampa annuale.
"La strada maestra - prosegue la nota - è quella tracciata proprio da Meloni e dal ddl che ha annunciato, di iniziativa del governo, sui caregiver: dunque investire su assistenza, accompagnamento e supporto a fragili e malati. L’Italia ne ha estremamente bisogno, se pensiamo che ci sono oltre 7 milioni di caregiver familiari che si prendono cura gratuitamente di parenti non autosufficienti o disabili, svolgendo un ruolo cruciale ma spesso invisibile".
"Così come c’è bisogno di una rete molto più efficiente e capillare di cure palliative, ad oggi garantite solo al 33% degli aventi diritto su scala nazionale - conclude - Ci auguriamo che il parlamento segua questa strada e non quella di una disumana legge sul fine vita: il rischio sarebbe quello di normalizzare una prassi eutanasica e spingere fragili, malati e anziani a farla finita perché considerati un 'peso', un 'problema' da risolvere, arrivando a drammatiche derive come ci insegnano i casi di Olanda e Canada, quest’ultima con ben 17.000 decessi per eutanasia in un solo anno".