Italia-Algeria, Meloni 'riparte' dopo il referendum: con Tebboune focus su energia e Piano Mattei

Premier alle prese con caso Santanchè vola ad Algeri

Giorgia Meloni (Afp)
Giorgia Meloni (Afp)
25 marzo 2026 | 00.04
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Dimenticare il voto del 22-23 marzo. E lasciarsi alle spalle gli effetti della vittoria del No, dopo il terremoto politico che ha già investito il governo con le dimissioni del sottosegretario alla Giustizia Andrea Delmastro e del capo di gabinetto di Via Arenula Giusi Bartolozzi. Tutto questo, mentre si intensifica il pressing per un passo indietro della ministra del Turismo Daniela Santanchè, l'ultima 'testa' richiesta da Palazzo Chigi dopo la debacle. I fantasmi del referendum inseguono Giorgia Meloni fin tra le bouganville e le palme del Nord Africa. Oggi la premier è attesa ad Algeri per una visita ufficiale, su invito del presidente algerino Abdelmadjid Tebboune. Un viaggio che, secondo fonti italiane, rappresenta "una conferma del peso strategico attribuito da Roma al rapporto con Algeri", tanto più che si tratta della seconda missione nel Paese nordafricano dall'inizio della legislatura, dopo quella del marzo 2023.

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Perché l'Algeria è strategica

La missione si inserisce nel solco di un partenariato definito "storico" dagli stessi ambienti governativi, che sottolineano come l'Italia sia da tempo uno dei principali interlocutori europei dell'Algeria. Negli anni - viene fatto notare - i rapporti si sono progressivamente rafforzati fino a raggiungere un livello senza precedenti, anche sul piano economico. I numeri, del resto, raccontano una relazione ormai strutturale: l'Algeria è oggi il primo partner commerciale dell'Italia in Africa, con un interscambio che nel 2025 ha toccato i 12,9 miliardi di euro e uno stock di investimenti italiani pari a 8,5 miliardi. Roma è il primo cliente di Algeri e il secondo fornitore, con una quota significativa dell'export nazionale, pari al 7,3%. Ma è soprattutto sul terreno energetico che il legame si conferma decisivo. L'Algeria è il principale fornitore di gas naturale dell'Italia, in virtù di una cooperazione ultradecennale che - ricordano fonti italiane - affonda le radici nell'azione di Enrico Mattei e si è consolidata nel tempo grazie al rapporto tra Eni e Sonatrach. Il faccia a faccia tra Meloni e Tebboune servirà proprio a fare il punto su questo asse, anche alla luce di un contesto internazionale che resta complesso e instabile.

In questo quadro, sottolineano ancora fonti vicine al dossier, la presenza di Eni in Algeria rappresenta uno dei pilastri storici della politica energetica nazionale. Attiva nel Paese fin dagli anni Ottanta, l'azienda ha contribuito allo sviluppo del comparto degli idrocarburi e alla realizzazione del gasdotto Transmed, oggi snodo cruciale per l'approvvigionamento italiano. Negli ultimi anni, grazie a una rinnovata partnership con Sonatrach, il gruppo ha rafforzato ulteriormente la propria presenza con nuovi investimenti, acquisizioni strategiche e livelli produttivi rilevanti, consolidando il ruolo di principale compagnia internazionale nel Paese. Parallelamente - viene evidenziato - la cooperazione si è estesa oltre gli idrocarburi, includendo la transizione energetica, lo sviluppo delle rinnovabili e iniziative di decarbonizzazione, a conferma di un rapporto sempre più centrale anche sul piano geopolitico e industriale.

Al centro del confronto ci sarà anche il Piano Mattei, di cui l'Algeria è uno dei Paesi chiave. Secondo quanto viene riferito, sono già in fase avanzata due iniziative rilevanti: un progetto di agricoltura desertica in collaborazione con BF International e il Centro di formazione Enrico Mattei a Sidi Bel Abbès, pensato come polo agricolo di eccellenza con vocazione panafricana. Più in generale, il Piano include interventi congiunti in ambiti che vanno dall'energia al digitale, fino alla cultura e al turismo. Il rafforzamento della cooperazione economica sarà uno dei temi centrali dei colloqui, anche alla luce della "forte complementarità" tra i sistemi produttivi dei due Paesi - osservano fonti italiane - già emersa in occasione del Business Forum tenutosi a Roma a margine dell'ultimo vertice intergovernativo. L'obiettivo è spingere ulteriormente sugli investimenti e sui settori a più alto valore aggiunto.

Accanto all'economia, resta centrale il capitolo migratorio. La collaborazione tra Italia e Algeria viene definita "eccellente" negli ambienti governativi, sia nella gestione dei flussi sia nel contrasto al traffico di esseri umani. Un tema che si intreccia con la crescente instabilità del Sahel, area su cui i due Paesi - viene sottolineato - condividono l'impegno contro il terrorismo jihadista e i traffici illeciti, oltre alla promozione della stabilità regionale. Il bilaterale offrirà inoltre l'occasione per un confronto sui principali dossier internazionali: dalla crisi in Iran e Libano alla situazione a Gaza, fino ai rapporti con la Libia, con cui l'Algeria condivide quasi mille chilometri di confine. Non mancherà un focus sulla guerra in Ucraina, ormai entrata nel quinto anno.

Al termine dell'incontro, è previsto che Meloni e Tebboune rilascino dichiarazioni congiunte alla stampa. Un momento che servirà a ribadire la solidità dell'asse tra Roma e Algeri. E, nelle intenzioni della premier, anche a riportare l'attenzione sul terreno internazionale. Perché, intanto, sul fronte interno la pressione resta alta. Come già accaduto lo scorso anno a Gedda, quando il caso Santanchè aveva 'seguito' la premier all'estero, anche questa volta le vicende politiche italiane rischiano di accompagnare la missione. Con una differenza sostanziale: oggi, dopo le dimissioni di Delmastro e Bartolozzi e con l'esplicito auspicio di Palazzo Chigi per un passo indietro della ministra del Turismo, non si tratta più soltanto di gestire il caso. Ma di chiuderlo. (dall'inviato Antonio Atte)

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