Ue, Meloni: "Nazioni che non sono in grado di difendersi non sono libere"

Per la presidente del Consiglio serve "una nuova fase per l'Europa"

Giorgia Meloni - Fotogramma/Ipa
Giorgia Meloni - Fotogramma/Ipa
21 maggio 2026 | 20.11
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"Non ho cambiato idea sulle spese della difesa. Però, se noi oggi non siamo in grado di difendere i nostri cittadini e le nostre imprese, rischiamo che domani non ci sia più niente da difendere". E' quanto ha detto la premier Giorgia Meloni, partecipando all’evento "Coldiretti forza amica del Paese - Salute, sicurezza, prossimità: l’Italia del cibo", che si tiene al PalaLeonessa di Brescia.

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Per la presidente del Consiglio la priorità è trovare un punto di equilibrio tra "le necessità di difenderci e di garantire la nostra sicurezza, intesa in senso stretto, e la nostra capacità di rispondere ai bisogni delle imprese e dei cittadini che rappresentiamo".

Una nuova fase per l'Europa

Lo sguardo si allarga, poi, all'Europa dove secondo Meloni è il momento di voltare pagina. "In generale serve per l’Europa una nuova fase. Di questo sono a maggior ragione convinta oggi. Penso che questo debba essere il tempo del realismo, che debba essere il tempo delle priorità sensate, della sussidiarietà, delle scelte in linea con i bisogni dei cittadini e con le necessità delle imprese". Un appello a cambiare rotta, anche se difficile. "Non ci manca il coraggio, non ci manca la determinazione per rivendicare questo cambio di passo, per costruire questo cambio di passo, che non è - nel tempo in cui viviamo - un’opzione: è l’unica scelta possibile se noi non vogliamo che l’Europa venga consegnata all’irrilevanza della storia". "Stiamo cercando a 360 gradi di chiedere all’Europa anche una velocità nella sua capacità di reazione. Sul tema dell’energia, il Patto di stabilità, la 'National Escape Clause', quindi la capacità di derogare, di considerare l’energia alla stregua di come oggi consideriamo le spese sulla difesa".

Investimenti e Pnrr

Abbiamo costruito in Italia un modello da seguire, sottolinea Meloni, "con finanziamenti per efficientare il nostro modello produttivo, renderlo più sicuro, renderlo più sostenibile, tanto dal punto di vista economico quanto dal punto di vista ambientale. Insieme abbiamo investito sulla competitività delle filiere, abbiamo fatto crescere gli interventi del Pnrr di oltre 5 miliardi e abbiamo concentrato quelle risorse su quello che il settore considerava più utile. Penso ai contratti di filiera, penso all’efficientamento idrico, penso alla produzione di energia rinnovabile senza consumo di suolo".

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