MAuriello: "Un Paese civile non ha bisogno di tifosi. Ha bisogno di giornalisti"
"In un tempo in cui assistiamo ad un preoccupante abbassamento del QI culturale del dibattito pubblico, in cui il rumore ha sostituito il ragionamento e l’insulto ha preso il posto dell’argomentazione, Meritocrazia Italia sente il dovere di fermarsi e dire una cosa semplice ma fondamentale: senza stampa libera non c’è democrazia. Un Paese civile non ha bisogno di tifosi. Ha bisogno di giornalisti. Ha bisogno di uomini e donne che raccontino i fatti, che li contestualizzino, che facciano domande scomode, che abbiano il coraggio di dire "non lo so" e la forza di cambiare idea davanti ai dati". Lo sottolinea in una nota Walter Mauriello, Presidente Meritocrazia Italia aggiungendo che "è chiaro a tutti che dietro ogni testata ci sono economia, editori, interessi. È legittimo. È il mondo in cui viviamo. Ma è proprio per questo che diventa indispensabile rivestire l’informazione di terzietà. Di quella distanza sana che permette di guardare le cose dall’alto, senza urlare, senza schierarsi a priori".
"Oggi invece sembra esserci un paradosso: allo stadio un tifoso può criticare il proprio allenatore e nessuno si scandalizza. Nel giornalismo, invece, chi prova a mantenere una posizione terza, critica verso tutti, viene accusato di tradimento, di tiepidezza, di "non prendere posizione". Come se l’obiettività fosse una colpa".
"Meritocrazia Italia - sottolinea - crede nel giornalismo italiano. Crede nelle grandi menti, nei professionisti, nei cronisti di strada e nei direttori che ancora studiano, che ancora leggono, che ancora si indignano per le cose giuste. Se queste energie venissero rese funzionali all’intero sistema, se tornassimo a premiare il merito anche nelle redazioni, avremmo il primo, vero tassello per ricostruire una cultura sociale meno aggressiva, meno rancorosa e più efficace. La storia dell’uomo ce lo insegna: le civiltà non sono cresciute con le guerre e con le offese infinite".
"Sono cresciute con equilibri, confronto, cooperazione. Con la capacità di ascoltare il pensiero differente e di farne una ricchezza, non una minaccia. La politica è vita. L’informazione è ossigeno. E la vita ha un senso solo se vince il rispetto, l’umiltà e la lealtà tra persone perbene, anche quando la pensano diversamente.È ora di tornare a questo" conclude Mauriello.