Iran, Mantovano: "Usa non hanno fatto richiesta per basi in Italia"

"Stiamo valutando invece la richiesta di mezzi difensivi" da paesi del Golfo

La base di Sigonella - (Fotogramma)
La base di Sigonella - (Fotogramma)
05 marzo 2026 | 00.17
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Cosa potrebbero chiedere gli Stati Uniti all'Italia in relazione all'operazione militare avviata contro l'Iran? A fare il punto è stato il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Alfredo Mantovano. Sul possibile utilizzo da parte degli Usa di basi militari in Italia "non c'è stata richiesta in tal senso, mentre stiamo valutando invece la richiesta di mezzi difensivi" da paesi del Golfo, ha detto Mantovano aggiungendo che tutto ciò avverrà "nel pieno rispetto del rapporto con il Parlamento".

A chi ha chiesto perché la presidente del Consiglio Giorgia Meloni non si rechi in Parlamento, Mantovano ha risposto intervenendo a 'Il cavallo e la torre' su Rai3. "Intanto c'è un appuntamento a brevissimo termine, nel senso che tra pochi giorni ci sara' il Consiglio europeo e quello è il momento in cui Giorgia Meloni certamente andrà in Parlamento ad affrontare questioni che interessano l'Europa e il contesto internazionale, come è sempre stato", ha detto il sottosegretario. "Il governo non è certamente sguarnito", tant'è che alle comunicazioni di oggi, a Montecitorio, ci saranno i titolari di Difesa e degli Esteri, Guido Crosetto e Antonio Tajani. "Stiamo parlando di comunicazioni al massimo livello dopo quello del presidente del Consiglio , perchè in Aula si presenta uno dei due vice presidenti del Consiglio ,che è anche ministro degli Esteri, e ci sarà pure il ministro della Difesa"

Il governo italiano, in gnerale continua a seguire gli sviluppi della situazione in Iran e nei Paesi del Golfo, in un contesto segnato da crescenti tensioni e dal rischio di un allargamento del conflitto. In vista dei prossimi passaggi istituzionali, a livello parlamentare sarebbero in corso interlocuzioni tra maggioranza e opposizioni. Oggi sono in programma in Parlamento le comunicazioni di Tajani e Crosetto. L’esecutivo, di fronte ai venti di guerra e al rischio di escalation, punta - a quanto si apprende da fonti parlamentari del centrodestra - a ottenere da Camera e Senato l’agibilità politica necessaria, una sorta di mandato, per affrontare i prossimi sviluppi della crisi.

Il ministro per i Rapporti con il Parlamento, Luca Ciriani - si legge in una nota del suo ufficio stampa - ha informato il presidente del Senato Ignazio La Russa e il presidente della Camera dei deputati Lorenzo Fontana che il "governo intende riferire nelle Aule parlamentari sull'evoluzione della situazione internazionale e sulla richiesta di aiuti da parte dei paesi del Golfo". Sempre sul fronte internazionale Tajani, che ha sentito il segretario di Stato americano Marco Rubio, ha affrontato anche il tema della possibile richiesta degli Stati Uniti sull’utilizzo delle basi militari italiane nel contesto della crisi: "Quando arriverà la richiesta" da parte di Washington sull'uso delle basi italiane per la guerra contro l’Iran, "il governo la valuterà".

Proprio alla luce dell’evoluzione dello scenario, ieri si è svolto a Palazzo Chigi un nuovo vertice dedicato all'analisi degli sviluppi della crisi in Medio Oriente e delle relative implicazioni economiche, presieduto dalla presidente del Consiglio Giorgia Meloni. Alla riunione hanno partecipato Tajani, l'altro vicepremier e ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Matteo Salvini (collegato da remoto), Crosetto, il ministro dell’Economia e delle Finanze Giancarlo Giorgetti, i sottosegretari alla Presidenza del Consiglio Alfredo Mantovano e Giovanbattista Fazzolari, oltre ai vertici dell’intelligence. Per garantire la massima presenza e puntualità in Aula in occasione delle comunicazioni di oggi, dai vertici di Fratelli d'Italia sarebbe arrivata ai parlamentari un’indicazione chiara: essere tutti presenti. Sempre per oggi è prevista la presentazione di una risoluzione che sarà sottoposta al voto delle Camere: i partiti di maggioranza sono al lavoro sul documento.

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