Iran, Meloni: "Navigazione Hormuz centrale, Italia pronta a schierare le navi con autorizzazione del Parlamento"

La premier dopo il vertice di Parigi: "Impegno in linea con il lavoro che abbiamo già fatto per la difesa della libertà di navigazione"

Giorgia Meloni - Ipa
Giorgia Meloni - Ipa
17 aprile 2026 | 17.35
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L'Italia "è pronta a fare la sua parte" nell'iniziativa multinazionale per garantire la libertà di navigazione dello Stretto di Hormuz. E a schierare le proprie navi "chiaramente sulla base di una necessaria autorizzazione parlamentare". Così la premier Giorgia Meloni al termine del vertice svoltosi oggi, venerdì 17 aprile, a Parigi sul tema.

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La riapertura dello Stretto di Hormuz "significa costruire un elemento che è essenziale per qualsiasi soluzione del conflitto medio-orientale", sottolinea la presidente del Consiglio. "La centralità del tema della riapertura di Hormuz nel processo negoziale è particolarmente chiaro sulla base degli sviluppi di queste ore", aggiunge, riferendosi agli annunci da parte iraniana sulla riapertura dello Stretto in risposta al cessate il fuoco in Libano, per quanto riguarda il periodo del cessate il fuoco negoziato tra Stati Uniti, Iran e Israele. La libertà di navigazione nello Stretto di Hormuz "è una questione assolutamente centrale per la nostra nazione, per l'Italia, per l'Europa, per la comunità internazionale nel suo complesso".

L'obiettivo "necessita di uno sforzo che coinvolge diversi ambiti: quello diplomatico, quello securitario, anche quello umanitario, se si pensa ai marittimi che sono bloccati nel Golfo e se si pensa alle nazioni che vengono impattate direttamente dalla crisi. Su tutti questi ambiti l'Italia è pronta a fare la sua parte".

L'Italia, afferma la premier, offre "la sua disponibilità a mettere a disposizione le proprie unità navali, chiaramente sulla base di una necessaria autorizzazione parlamentare per quelle che sono le nostre regole costituzionali", nel contesto della nascente iniziativa multinazionale per la libertà di navigazione nello Stretto di Hormuz. Tale presenza internazionale nello Stretto di Hormuz "può essere avviata soltanto quando ci sarà una cessazione delle ostilità - chiarisce - in coordinamento con tutti gli attori regionali e internazionali e con una postura esclusivamente difensiva", sottolinea Meloni, evidenziando come ci fosse "pieno accordo" a riguardo nel corso della riunione. Si tratterebbe di un impegno "in linea con il lavoro che abbiamo già fatto per la difesa della libertà di navigazione", aggiunge, ricordando le operazioni europee Aspides e Atalanta. Da parte sua, l'Italia sta portando avanti "una importante azione di pianificazione a livello nazionale".

"Si tratta ovviamente di affermare un principio cardine del diritto internazionale, principio che vale per Hormuz e chiaramente per qualsiasi altro passaggio dal quale dipendono le catene di approvvigionamento mondiale", prosegue Meloni. "Ma si tratta ovviamente di una questione di enorme rilevanza economica", aggiunge, ricordando che da Hormuz transita circa il 20% del consumo mondiale di petrolio e gas naturale liquido, nonché grandi quantità di fertilizzanti, "altra questione fondamentale da cui dipende la sicurezza alimentare di milioni di persone, soprattutto nei contesti fragili".

"Penso anche alle importazioni delle nazioni del Golfo, che - sottolinea la premier - sono partner strategici dell'Italia, dell'Europa, che vedono transitare per Hormuz il 60% dei loro consumi alimentari. Quindi si capisce facilmente come riaprire Hormuz significhi far fronte a queste criticità".

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