La nota congiunta: "Inaccettabile pubblicare bandi di gara per la costruzione dell'insediamento E1, imprese non partecipino. Decisione compromette la prospettiva dei due Stati"
"La decisione del governo israeliano di pubblicare bandi di gara per la costruzione nell'ambito del progetto di insediamento E1 è inaccettabile. La comunità internazionale si oppone da tempo a questa espansione degli insediamenti e ha espresso le proprie gravi preoccupazioni sia in sede privata che pubblica. L'insediamento E1 comprometterà la prospettiva della soluzione a due Stati, creando una frattura nella Cisgiordania e pregiudicando la continuità territoriale dei Territori palestinesi". Così si legge in una nota congiunta dei leader di Francia, Germania, Italia e Regno Unito.
"Il diritto internazionale stabilisce chiaramente che gli insediamenti israeliani in Cisgiordania sono illegali. Questa è la posizione della comunità internazionale, ribadita dal Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite", rimarcano i leader.
"In un momento di grave instabilità in Cisgiordania, caratterizzato da livelli senza precedenti di violenza da parte dei coloni contro i civili e da pesanti restrizioni per l'economia palestinese" la decisione del governo israeliano "desta ancora maggiore preoccupazione. Esortiamo il governo di Israele a revocare immediatamente questi piani e a porre fine all'espansione degli insediamenti in Cisgiordania. Tali iniziative non solo ci allontanano dalla pace, ma minano ulteriormente la reputazione internazionale di Israele".
E ancora: "Le imprese non dovrebbero prendere in considerazione la partecipazione a questi bandi di gara. Devono essere consapevoli delle conseguenze legali e reputazionali, incluso il rischio di rendersi complici di gravi violazioni del diritto internazionale. Ribadiamo il nostro impegno a favore di una pace globale, giusta e duratura, basata sulla soluzione a due Stati. Continueremo ad agire in tale direzione".