L'ex amico Sergio De Gregorio: "Lavitola? Affascinante ma porta guai, povero Ranucci..."

L'ex senatore racconta dell'ultimo incontro con l'imprenditore al ristorante Cefalù nel 2019 da cui è nato un esposto in procura: "Non potevo lasciarmi trascinare in una follia da Lavitola che non si sa mai come si muove e cosa combina nella vita... Immediatamente ho presentato l'esposto. Peccato sia finito in un silenzio di tomba"

Sergio De Gregorio - Ipa
Sergio De Gregorio - Ipa
26 luglio 2026 | 12.16
Silvia Mancinelli
LETTURA: 2 minuti

"Lavitola è un uomo molto affascinante, con tanti soldi. Ma porta guai anche con il respiro. Per questo io dal 2019 non ho mai più voluto incontrarlo. Precisamente da quando mi convinse ad accettare il suo invito nel ristorante 'Cefalù', a Monteverde". A parlare all'Adnkronos è Sergio De Gregorio, ex senatore Italia dei Valori e Pdl, coinvolto insieme a Lavitola in alcune vicende processuali ai tempi dei governi Berlusconi, che dopo quell'incontro del 2019 raccontato nei giorni scorsi da 'Il Giornale' scrisse una lettera al suo avvocato, Carlo Fabbozzo, e presentò un esposto in procura a Roma. "In un'ora mi ha raccontato delle sue peripezie, della latitanza, del carcere - scrive De Gregorio nella lettera visionata dall'Adnkronos - Mi ha riferito anche dell'accoglienza ricevuta ad Arcore da Silvio Berlusconi nei giorni successivi alla sua scarcerazione". Più avanti De Gregorio spiega che disse anche "di voler attaccare" Berlusconi "al cuore delle sue fortune". "Gli faccio togliere le concessioni televisive" esordì Lavitola, spiega ancora De Gregorio al suo avvocato.

Secondo il racconto di De Gregorio, Valter Lavitola avrebbe mobilitato un pool di legali nell'intento di notificare a Silvio Berlusconi un atto di conciliazione ai sensi di legge perché rispondesse dei debiti del quotidiano 'L'Avanti', di cui, sempre secondo Lavitola, Berlusconi sarebbe stato l'editore di fatto. Particolare che aveva raccontato nei giorni precedenti al nostro incontro in una breve intervista alla trasmissione 'Report', rivelando che era proprio Berlusconi a finanziare e determinare la linea editoriale del giornale, si legge nell'esposto. "Lavitola mi racconta questa vicenda perché mi chiede di testimoniare a favore della sua tesi", convinto a volersi "vendicare per il mancato sostegno economico".

"Su consiglio del mio avvocato, a fine agosto 2019 ho depositato in Procura a Roma un esposto su tutta la vicenda. Prendendo così le distanze dal progetto di Lavitola. Tanto è vero - continua De Gregorio - che nel 2021, quando finì la custodia della mia carcerazione, volli mandare le carte a Report, evidentemente archiviate". E sul motivo per cui il suo esposto non fu trattato dalla trasmissione di Rai3, De Gregorio ipotizza: "Se Ranucci era così legato a Lavitola, è evidente che non aveva interesse a rendersi conto della realtà dei fatti. Capisco che sia difficile immaginare che uno che chiede 50 milioni a Berlusconi per un progetto folle sia visionario, ma Lavitola questo è... Povero Ranucci, dico io. Per chi si avvicina a Lavitola questi sono i risultati, per me e per altri. Non potevo lasciarmi trascinare in una follia da Lavitola che non si sa mai come si muove e cosa combina nella vita... Immediatamente ho presentato l'esposto. Peccato sia finito in un silenzio di tomba".

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