La presidente del Consiglio interverrà giovedì 9 aprile alle 9 alla Camera e alle 12 in Senato
Giorgia Meloni sceglie di metterci la faccia e di presentarsi in Parlamento per illustrare la road map del governo, incalzata dalle opposizioni. Sullo sfondo, resta aperto il fronte economico: l’esecutivo valuta un nuovo intervento per attenuare il costo dei carburanti, in vista della scadenza - il 7 aprile - degli effetti del taglio delle accise deciso dal Consiglio dei ministri lo scorso 18 marzo. La presidente del Consiglio, insomma, si riprende la scena: interverrà giovedì 9 aprile con un’informativa sull’azione di governo: alle 9 alla Camera, alle 12 al Senato. Ad annunciarlo è stato il ministro per i Rapporti con il Parlamento, Luca Ciriani, al termine della conferenza dei capigruppo di Palazzo Madama. Una scelta che, secondo fonti di governo, punta a ribadire con chiarezza che l’attività dell’esecutivo prosegue senza battute d’arresto anche dopo il referendum.
Nel frattempo, ai piani alti di Palazzo Chigi si lavora per spegnere le voci di rimpasto, tornate a circolare dopo la serie di dimissioni - da Delmastro a Santanchè - seguite alla sconfitta referendaria sulla riforma della giustizia. A liquidarle è lo stesso Ciriani: "L'informativa della presidente è un'opportunità che la Presidente coglie al volo, offerta dalle richieste del Parlamento, di riferire sull'attività di governo, che non si è mai interrotta, che è continuata con lo stesso impegno e determinazione di prima e di sempre. Sarà un'occasione per raccontare e illustrare cosa sta facendo il governo sui dossier più importanti che interessano l'opinione pubblica e che secondo noi non sono le fantasie sul voto anticipato, sui rimpasti o altre questioni, che credo interessino poco, e comunque sono già alle nostre spalle".
Sulla stessa linea il ministro azzurro dell’Ambiente e della Sicurezza energetica, Gilberto Pichetto Fratin: "Meloni vuole arrivare fino a fine legislatura". Quanto all’ipotesi rimpasto, l'esponente forzista ridimensiona: "Al massimo - scherza con i cronisti in Transatlantico - ci sarà uno scambio di deleghe. E a me mi lasciano la delega alla pesca, visto che amo pescare...". Il dossier economico resta centrale. La premier e il ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti, sono in costante contatto. Venerdì 3 aprile potrebbe riunirsi il Consiglio dei ministri per varare nuove misure contro il caro energia; in alternativa, l’appuntamento slitterà a dopo Pasqua. Ma nel governo prevale una linea di prudenza: "Il primo pacchetto - osserva una fonte - è già costato 600 milioni, ci vuole cautela".
A complicare il quadro, irrompe anche il caso Sigonella. Stando a quanto riportato dal Corriere della Sera, l’Italia ha negato agli Stati Uniti l’utilizzo della base siciliana. A informare il ministro della Difesa Guido Crosetto sarebbe stato il capo di Stato maggiore della Difesa, Luciano Portolano, chiamato a gestire una decisione destinata a incidere sui rapporti tra Roma e Washington.
Palazzo Chigi, in una nota, prova a rassicurare: "L’Italia agisce nel pieno rispetto degli accordi internazionali vigenti e degli indirizzi espressi dal governo alle Camere. La linea dell’esecutivo è chiara, coerente e già pienamente condivisa con il Parlamento, senza alcuna modifica. Ogni richiesta viene esaminata con attenzione, caso per caso, come sempre avvenuto anche in passato". Secondo la Presidenza del Consiglio "non si registrano criticità né frizioni con i partner internazionali. I rapporti con gli Stati Uniti, in particolare, sono solidi e improntati a una piena e leale collaborazione", viene rimarcato. Il governo "continuerà pertanto ad operare nel solco dei trattati vigenti, nel rispetto della volontà del governo e del Parlamento, garantendo al contempo affidabilità internazionale e piena tutela dell’interesse nazionale". A intervenire è lo stesso Crosetto, via social: "Qualcuno - scrive il cofondatore di Fdi - sta cercando di far passare il messaggio che l'Italia avrebbe deciso di sospendere l'uso delle basi agli assetti Usa. Cosa semplicemente falsa, perché le basi sono attive, in uso e nulla è cambiato. Il governo continua a fare ciò che hanno sempre fatto tutti i governi".
Una linea sostenuta dalla maggioranza, anche se non mancano distinguo. Come quello del deputato di Fratelli d’Italia Andrea Di Giuseppe, cittadino statunitense e membro della Fondazione Italia-Usa: "Io personalmente avrei avuto un orientamento diverso - dice all'Adnkronos -: avrei concesso l’utilizzo di Sigonella perché le grandi alleanze si tengono anche nei momenti difficili. L’Italia conta quando tiene insieme autonomia e credibilità verso gli alleati: dire sempre no può ridurre il nostro peso politico. La ‘neutralità culturale’ è disprezzata dagli americani, meglio posizioni chiare per non compromettere la credibilità del Paese". (di Antonio Atte e Vittorio Amato)