Al via la raccolta firme del movimento nato dalla campagna di meme online per "salpare come una flotilla" verso i palazzi della politica: "La sinistra attuale non sa cosa vuole, noi vogliamo una società radicalmente diversa"
Da Internet al Parlamento? Il 'partito Capibara', movimento nato sul web attraverso una campagna di meme supercolorati usati per veicolare proposte lontanissime dai temi centrali nel dibattito politico tradizionale, ora esce dalla Rete per puntare dritto ai palazzi del potere (VIDEO). La raccolta delle firme per affrontare la sfida alle prossime elezioni politiche inizia questa settimana, prima sul web, poi nelle piazze, con un pulmino che avrà l'inconfondibile insegna del capibara, il simpatico roditore famoso per la sua indole tranquilla, preso a simbolo per veicolare l'idea che una società diversa è possibile.
E del resto il programma del partito Capibara è, come si suol dire, tutto un programma: 24 ore di lavoro a settimana con uno stipendio minimo di 1560 euro al mese, reddito di base universale di 500 euro e ancora: casa, trasporti, utenze, sanità e scuola gratuiti e garantiti per tutti. Un'utopia? Forse. Sicuramente una sfida per una generazione che desidera una vita da godere e non da guadagnarsi.
"Siamo un partito flotilla", spiega all'Adnkronos Davide Dibitonto, uno degli attivisti conosciuto sui social come Xenodibi che nello scorso fine settimana ha animato una serie di raduni sul territorio tra Roma e Firenze, convocati in Rete per "aggregare persone che desiderano una società radicalmente diversa". Incontri che si sono concretizzati in una conversazione aperta dal sapore hippy con i 'seguaci' - per lo più millennial e Gen Z - riuniti in cerchio sotto gli alberi di un parco pubblico a discutere della "violenza del capitalismo" che sfrutta, mercifica e sottrae tempo alla vita.
Il vento che spinge questo partito-flotilla soffia, infatti, tutto da sinistra e si basa sulle idee filosofiche del cosiddetto 'accelerazionismo gratuitista' del britannico Mark Fisher che teorizzava, grazie al progresso tecnologico, il superamento del lavoro proponendo una società in cui i beni primari siano slegati dal concetto di profitto e sostituiti da quelli di cura, per la comunità, per noi stessi, per tutte le specie viventi.
Un nuovo partito di sinistra ma "che sia sexy - dice Dibitonto - che dica ciò che desideriamo. Perché la sinistra che c'è oggi in Italia è contro un sacco di cose, sa sempre quello che non vuole ma non dice mai quello che vuole. La specificità di questo progetto politico invece è il contenuto, è l'idea, ovvero il nostro desiderio portato alla massima espressione. Si tratta - aggiunge - come negli anni Sessanta e Settanta di portare un vento, uno spirito che alzi il livello delle nostre rivendicazioni. Come la flotilla sa che non è la barca a bloccare Israele ma il tragitto a risvegliare le coscienze del popolo che scende in strada e blocca tutto - afferma Dibitonto - il partito Capibara è una grande iperstizione (ovvero una profezia capace di diventare reale attraverso la sua stessa diffusione, ndr): è il tragitto che conta, perché è l'atto di irruzione di un'idea nella realtà. Perché - afferma - nel momento in cui noi iniettiamo nel discorso pubblico la possibilità di una vita in cui l'abbondanza viene condivisa e possiamo realizzare le nostre esistenze come vogliamo: nella cura, dedicandoci alle nostre passioni, avendo il tempo libero per goderci la nostra esistenza, a quel punto l'idea entra nelle menti delle persone e sarà come generare un nuovo '68" liberando "quell'energia del popolo, delle masse, che può portare a una trasformazione radicale della vita. Perché non è vero che è più facile immaginare la fine del mondo che la fine del capitalismo. Abbiamo finalmente un progetto politico che ci permetterà di edificare un mondo nuovo, bello, dove torneremo come dei mammiferi a goderci la nostra vita".
Per continuare a far girare le idee, dal 9 al 12 luglio gli attivisti hanno lanciato il 'Mark Fisher Party', un festival itinerante tra Roma e Latina. Quattro giornate di dibattiti, visioni e ascolti collettivi tra musica, politica, letteratura e cultura pop dove "smontare il dogma del 'non ci sono alternative' e scongelare, finalmente, il desiderio del futuro".
Questi raduni di gruppi eterogenei di cittadini a qualcuno ricordano però i primi Meet-Up del Movimento 5 stelle. Un accostamento che i Capibara respingono totalmente al mittente. "Quel progetto non aveva le idee chiare - afferma Dibitonto - e le idee chiare si hanno quando si ha la capacità di immaginare oltre le cornici del realismo capitalista. Noi non vogliamo fare una grande vampata di fuoco che poi alla fine si risolve a essere fondata su della paglia. Noi vogliamo veramente un mondo nuovo. Per questo abbiamo definito delle progettazioni molto chiare, quindi non si tratta di andare lì, in Parlamento, nelle istituzioni o al governo soltanto con l'idea di una settimana corta. Noi scriviamo tecnicamente le riforme dei nostri sogni".
Come ogni partito che si rispetti infatti anche il Capibara ha il suo programma dettagliato stilato da un gruppo di tecnici attraverso reti di progettazione aperti, e alcune riforme, a partire da quella della settimana lavorativa di 24 ore, sono già consultabili sul sito www.sinistraverso.org.
Anche per la casa gratis l'idea di base è tracciata: "Se è vero che oggi - riassume Dibitonto - per una popolazione di 59 milioni di abitanti abbiamo 64 milioni di immobili censiti di cui 10 milioni risultano sfitti, abbiamo già più case che persone. Se poi a questi numeri sottraiamo i minori e tutte le persone che preferiscono vivere insieme e non da sole, è evidente che la carenza di case è un falso problema". ( di Lavinia Gerardis )