L'intervento di Concita Borrelli diventa un caso, la giornalista si scuserà nella puntata del 19 maggio
"Nella sfera sessuale di ognuno di noi c'è lo stupro". Diventa un caso la frase che la giornalista e autrice televisiva Concita Borrelli, nel corso di un ragionamento articolato sull'omicidio di Garlasco, pronuncia durante la trasmissione 'Porta a Porta' su Rai1. "Il Direttore dell'Approfondimento Paolo Corsini si è prontamente attivato per avviare le verifiche per quanto di competenza, invitando la redazione di 'Porta a Porta a chiarire la vicenda", fa sapere la Rai in una nota.
"Se entriamo nella sfera sessuale di ognuno di noi, dico una cosa terribile forte, c'è lo stupro. C'è che qualcuno ti prende o tu prendi qualcuno, nella testa, nei sogni, nell'immaginazione... Ce lo abbiamo tutti, non si tratta di essere santi, bigotti o assassini", dice Borrelli mentre scorrono i titoli di coda. L'ospite si sofferma anche sulla figura di Andrea Sempio, indagato dalla procura di Pavia per l'omicidio di Chiara Poggi. "Per quanto riguarda l'approccio suo nella realtà alle donne, si capisce che era un ragazzo introverso di per sé con tutti. Lui era questo Jesus Christ Superstar della Lomellina con questo capello nero, liscio, anche molto bello. Introverso, va bene...", dice Borrelli.
La redazione di 'Porta a Porta' "rammaricata per quanto accaduto" precisa che, "nonostante il carattere paradossale delle espressioni pronunciate durante l’ultima puntata del programma dedicato al delitto di Garlasco, al fine di evitare ulteriori equivoci ed interpretazioni fuori contesto , la giornalista Concita Borrelli si scuserà con il pubblico nella trasmissione in onda martedi 19 maggio".
"I componenti democratici della Commissione parlamentare di Vigilanza Rai giudicano scandalose e gravissime le dichiarazioni pronunciate nel corso della trasmissione ‘Porta a Porta’ andata in onda ieri sera su Rai1, nelle quali è stato affermato che ‘ognuno di noi sogna lo stupro’. Parole inaccettabili, che banalizzano il tema della violenza sessuale e risultano offensive nei confronti delle donne e di tutte le vittime di abusi e violenze", dichiarano i componenti democratici della Commissione parlamentare di Vigilanza Rai." È ancora più grave che simili affermazioni trovino spazio nel servizio pubblico radiotelevisivo, che ha il dovere di promuovere rispetto, responsabilità e attenzione su temi tanto delicati. Nel pieno rispetto della libertà di espressione, ribadiamo che non può esserci alcuna ambiguità quando si parla di violenza e stupro".