Ranucci: "Io in Rai sono libero, vorrei stesse tutele per colleghi della stampa locale"

26 maggio 2026 | 21.00
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“Io in Rai sono libero, mi sono sempre sentito libero, anche se con qualche fatica in più da fare: piuttosto bisognerebbe estendere le tutele e la la libertà che io avverto e respiro in Rai anche nel resto del Paese, con le tutele che ha la Rai. Perché io mi sento libero perché ho alle spalle un’azienda grande, che ha un grande ufficio legale, bisognerebbe estendere queste tutele anche ai giornalisti locali per metterli in condizioni di lavorare a tutela del paese”. Così all’AdnKronos il giornalista e conduttore di ‘Report’ Sigfrido Ranucci, a margine della presentazione del libro “C’era una volta la Rai” della presidente della vigilanza Rai Barbara Floridia alla Galleria Alberto Sordi di Roma.

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Sulla libertà di stampa nel nostro Paese, Ranucci ha osservato poi che “abbiamo in Italia trenta giornalisti uccisi per aver parlato di temi come la mafia, 716 giornalisti minacciati in Italia attraverso le liti temerarie, è record europeo”.

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