Referendum: all’Ocf dibattito su ragioni del sì, ‘no a fake news contro riforma’

Il procuratore di Lecce Capoccia, 'sì alla separazione delle carriere' - Scopelliti (Cittadini per il sì), 'riforma per giustizia giusta, è l'ultima chance'

(Incontro nella sede Ocf)
(Incontro nella sede Ocf)
23 gennaio 2026 | 16.55
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Incontro sulle ragioni del sì al referendum e ‘contro la propaganda e le fake sulla riforma della giustizia’ oggi nella sede dell’Organismo congressuale forense (Ocf) a Roma. “Il dibattito è diventato particolarmente serrato e, con il passare delle settimane, diventerà più duro - ha sottolineato Fedele Moretti, coordinatore di Ocf - Noi, in continuità con l’attività degli anni precedenti, abbiamo intrapreso una strada di sostegno alla riforma, specificando che non vi è nessuna partigianeria politica; si lavora solo per portare una parola di verità sul testo di legge nell’esclusivo interesse dei cittadini”.

Il dibattito, moderato da Giovanni Tarquini, referente del gruppo Separazione delle carriere di Ocf, si è aperto con un video di Enzo Tortora, un caso ritenuto “emblema” di una giustizia da cambiare. Presente all’appuntamento anche F rancesca Scopelliti, presidente del Comitato ‘Cittadini per il sì’’ che proprio di Tortora fu la compagna: “Dobbiamo separare le carriere per avere davvero un giudice terzo e una giustizia giusta”, ha detto Scopelliti ricordando che “l’errore giudiziario va prevenuto, non risarcito” anche perché “lascia cicatrici eterne; a chi dice che l’errore è fisiologico io dico che e’ patologico”. Secondo Scopelliti “oggi abbiamo un’ultima chance” e la vittoria del si’ sarebbe “un grande regalo a Enzo Tortora".

A portare la voce di magistrato a favore della riforma è stato Giuseppe Capoccia, procuratore presso il Tribunale di Lecce, secondo il quale “gran parte delle obiezioni del no sulla separazione delle carriere sono prive di fondamento”. "Si dice che le carriere sono già separate, ma in realtà oggi abbiamo solo una separazione delle funzioni”, ha sottolineato Capoccia dicendosi “convinto della separazione carriere perché (giudice e pm ndr) sono due mestieri diversi” per i quali serve un “percorso professionale differente”. Secondo il procuratore, i sostenitori del ‘no’ alla riforma affermano che c’è il rischio che il pm si trasformi in un “superpoliziotto” ma anche che diventi “succube della politica”: “una cosa o l’altra - ha proseguito - il testo della riforma non tocca questi aspetti che sono fake news”. “Il testo dice che il pm è un magistrato autonomo e indipendente - osserva- non si vede perché parole così chiare debbano essere tradotte in ‘succube’”.

Secondo Valerio Spigarelli, avvocato penalista aderente al Comitato ‘Pannella Sciascia Tortora’ per il sì al referendum, contro la riforma vengono usati “argomenti falsi”. Ad esempio i contrari alla riforma dicono che l’Alta Corte rappresenta “un passo indietro perché indebolirà la garanzia di indipendenza” dei magistrati. Al contrario secondo Spigarelli “l’Alta Corte garantisce di più i magistrati anche di fronte a dinamiche correntizie che conosciamo tutti”. Anche per Alberto Del Noce, presidente dell’Unione nazionale delle Camere civili, il paventato rischio di una deriva autoritaria e’ “un’altra bugia e fake news” dei sostenitori del no. “Questa non è una battaglia di destra né di sinistra; l’indipendenza della magistratura, come quella dell’avvocatura, è sacra”, ha puntualizzato Del Noce secondo il quale i promotori del no “stanno insultando i cittadini”, “offendono il presidente della Repubblica” che non ha ravvisato elementi di incostituzionalità e “la Corte Costituzionale” secondo la quale il referendum sulla separazione delle carriere “è legittimo”. Per Carlo Morace, componente dell’Ufficio coordinamento di Ocf, da parte del no arrivano “enunciazioni propagandistiche in relazioni alle quali non si dà nessun riferimento normativo”. “Siamo costretti a confrontarci con affermazioni populiste”, ha sottolineato bollando i manifesti del ‘no’ come “ingannevoli”. La riforma introducendo il sorteggio per il Csm “elimina una correntocrazia e una politicizzazione esasperata”, ha concluso.

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