Vannacci punta a raddoppiare deputati e accentra i poteri: il regolamento per 'l'uomo solo al comando'

Assemblea costituente a Roma il 13 e il 14 giugno per il battesimo ufficiale di Futuro nazionale

Roberto Vannacci - Fotogramma Ipa
Roberto Vannacci - Fotogramma Ipa
22 maggio 2026 | 00.22
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Forte dei sondaggi che lo danno fino al 5-6% e dei nuovi ingressi nel partito, da ultimo quello della ormai ex responsabile della Lega per le pari opportunità, Laura Ravetto, Roberto Vannacci si prepara al battesimo ufficiale di Futuro nazionale, in vista dell'assemblea costitutiva del 13 e 14 giugno, convocata tra 3 settimane all'Audiorium della Conciliazione di Roma. Rumors danno per probabili nuovi ingressi parlamentari, giusto in tempo per esserci in prima fila nella sala del complesso all'ombra del Cupolone. La scommessa sarebbe quella di arrivare all'appuntamento con il doppio dei parlamentari attuali: a Pozzolo, Sasso e Ziello, cui si è unita la Ravetto, si potrebbero accodare altri 3 o 4 onorevoli, di cui due leghisti: il nome più gettonato sarebbe quello di Gianangelo Bof, seguito da quello di un altro veneto, Erik Pretto (che però interpellato si limita a parlare solo di "malumori nel partito"). Raccontano che uno o due possibili ingressi invece potrebbero arrivare da Fdi.

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Il regolamento

Nell'attesa, l'autore de 'Il Mondo al Contrario' ha fatto avere ai suoi le prime indicazioni, mettendo nero su bianco, nel regolamento preparato per l'assemblea, che quello che ha in testa è un partito già plasmato attorno alla figura del leader, con organi di garanzia nominati dall'alto, delegati scelti dal vertice, interventi preventivamente sottoposti al vaglio dei dirigenti e un 'Comitato esecutivo' che, nella maggioranza dei componenti, deve la propria presenza alla volontà del presidente. "Principi, valori chiari e leadership chiara, chi entra deve aderire totalmente a quello che siamo", avverte oggi intervistato dalla Stampa proprio Vannacci. Confermando dunque di pensare a un partito dove uno decide e gli altri si conformano "perché altrimenti si implode". E perché "quando nei partiti decidono tutti, spesso non decide nessuno".

Coordinate che il regolamento, visionato dall'AdnKronos, declina senza esitazioni. Un testo scritto che porterà, con buona pace di tutti gli aderenti a Fnv (ad oggi oltre 50 mila) a votare per un uomo solo al comando. Nel dettaglio, la lettura del 'Regolamento della prima Assemblea Costituente di Futuro Nazionale' rivela con chiarezza un'architettura di partito fortemente accentrata. Il testo prevede un sistema in cui ogni snodo decisivo, dalla composizione degli organi, alla selezione dei delegati, al controllo delle votazioni, ricade nelle mani del vertice, e in particolare del Presidente nazionale (sarà Vannacci), figura attorno alla quale ruota l'intera macchina. Più che un partito che elegge il suo leader, c'è l'impronta di un leader che organizza il suo partito.

La creazione di una Commissione di Garanzia

Si parte con la creazione di una Commissione di Garanzia nominata dall'alto. L'organo che dovrà garantire la correttezza del processo decisionale -la Commissione di Garanzia Nazionale (CGN)- viene nominato. L'art. 3 stabilisce che "il Coordinatore Nazionale, di intesa con il Presidente, nomina tra gli iscritti i componenti della Commissione di Garanzia Nazionale". Anche i delegati "di minoranza" li sceglie il vertice. "Il Coordinatore Nazionale, di intesa con il Presidente Nazionale, nomina un numero di delegati tra gli iscritti che non sono riusciti a conseguire il numero di voti necessari all'elezione". I delegati aggiuntivi, dunque, li sceglie il capo. Anche quando la base non riesce a trovare un'intesa autonoma, il potere torna in testa. L'art. 5 è esplicito: "laddove i Comitati non dovessero addivenire ad un accordo funzionale all'elezione di uno o più delegati, il Coordinatore Nazionale di intesa con il Presidente Nazionale nomina un delegato dell'area geografica interessata".

L'art. 9 dello statuto disciplina la composizione dell'Esecutivo Nazionale, l'organo di governo del partito e dell'Assemblea. Su trenta membri totali previsti nell'esecutivo alcuni entrano di diritto (i soci fondatori e alcuni responsabili), sette vengono eletti dall'Assemblea Costituente "su proposta del Presidente Nazionale", e gli altri quindici vengono nominati direttamente "entro il 31.12.2026 con nomina del Presidente". Stesso meccanismo per l'Assemblea Nazionale: venti dei cento membri arrivano "su proposta del Presidente Nazionale". In totale, quindi il presidente propone o nomina direttamente la grande maggioranza dei componenti di entrambi gli organi. Tornando all'Esecutivo, i cinquanta membri verranno suddivisi al livello regionale in forma proporzionale al numero degli abitanti: la Lombardia ne avrà 6; Lazio, Campania, Veneto, Sicilia, Emilia Romagna e Piemonte 4 ciascuna; Toscana e Puglia 3 ciascuna; Calabria, Sardegna e Liguria 2 ciascuna; Marche, Abruzzo, Friuli Venezia Giulia, Trentino Alto Adige, Umbria, Basilicata, Molise e Valle d’Aosta 1.

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