Vannacci senza 'maglia': "Il Calcio? Zero interesse, non sono convenzionale"

Il generale, new entry (in proprio) della politica italiana, del pallone capace di dividere più della fede politica pare non interessarsi affatto: cosa ha detto all'Adnkronos

Roberto Vannacci - Fotogramma /Ipa
Roberto Vannacci - Fotogramma /Ipa
12 febbraio 2026 | 20.12
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Ogni leader ha la sua squadra, i suoi colori del cuore. Almeno fino a ieri, perché il generale Roberto Vannacci, new entry (in proprio) della politica italiana, del pallone, lo sport nazional-popolare per eccellenza, capace di dividere più della fede politica, pare non interessarsi affatto. Addirittura "fregaresene", si potrebbe dire, togliendogli le parole di bocca. "Sì, è proprio così - dice all'AdnKronos - non considero affatto il calcio, sa, io non sono convenzionale...".

Nessuna simpatia, nessuna sciarpa a casa, a Viareggio, per dire, dei Viola, o di squadre locali. Eppure nello schieramento di maggioranza, quello dove il generale ha fatto sapere di voler portare il suo Futuro nazionale, il calcio è da sempre un pallino. Lo stesso fondatore del centrodestra, Silvio Berlusconi, si era addirittura comprato il Milan, facendone uno dei club più vincenti di tutti i tempi. Il suo ad, Adriano Galliani oggi è senatore, un altro degli azzurri di Palazzo Madama, Claudio Lotito è patron della Lazio. Non mancano poi tra i parlamentari i vari club calcistici, come il 'Napoli club Montecitorio' o quello degli onorevoli tifosi dell'Inter.

Vannacci resta invece ateo - il riferimento è al dio del pallone Eupalla di Gianni Brera - a differenza ad esempio del suo ex segretario, Matteo Salvini, che è un 'casciavit' di ferro, rossonero fino al midollo. Tanto da aver indossato negli anni anche i panni di 'allenatore ombra', dando consigli e strigliate ai tecnici che si sono alternati sulla panchina del Diavolo. Milanista poi è pure il leader di Noi moderati, Maurizio Lupi.

L'altro vicepremier, Antonio Tajani, leader di Forza Italia, sebbene con aplomb diverso da Salvini, non nasconde invece di tenere per la Juventus. Tifoso della vecchia signora e un po' del Frosinone. Meloni, infine, oggi per tutti è romanista, avendo però dato vita addirittura a un giallo per un suo presunto passato da laziale. Vannacci no, lui non si schiera: né Roma, Lazio, Milan, Inter o Juve e via discorrendo. Intanto in campo ha messo i suoi colonnelli: Pozzolo, Sasso e Ziello. L'ex Fdi di calcio si dice malato: "Sono juventino, ovvio", sottolinea, ricordando il nome di Paolo Montero, difensore uruguagio bianconero di 20 anni fa, noto per le 16 espulsione e anche per una 'pigna' (cazzotto in spagnolo) all'interista Di Biagio. Sasso, invece, come Vannacci snobba il football (segue la 'Leonessa', la squadra femminile di volley di Altamura, la sua città).

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