Venezuela, Meritocrazia Italia: "Grave violazione diritto internazionale, iniziare dialogo di pace"

Venezuela, Meritocrazia Italia:
06 gennaio 2026 | 12.18
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"L’attacco al Venezuela da parte degli Stati Uniti, al di là delle singole ricostruzioni di responsabilità, è un atto illegale grave e pericolosissimo per gli equilibri internazionali, da cui nessuna Nazione può ritenersi indenne. Certamente non nasce oggi la riorganizzazione delle strategie internazionali volte a garantirsi i giacimenti di materie prime e così dette 'terre rare', ed è chiaro come tutto il tessuto normativo e le Organizzazioni nate per garantire la pace mondiale vadano rivisitate. Le ragioni sono molteplici ma una è particolarmente evidente: dietro la prova di forza degli Usa c’è la dimostrazione che, per garantire un livello di vita consono allo spessore di una Superpotenza, ci sia la necessità di nuove conquiste. Una scelta che va esaminata, studiata e, soprattutto, interpretata al fine di garantire una nuova sicurezza mondiale". Così in una nota Meritocrazia Italia in merito all'operazione statunitense in Venezuela che ha portato alla cattura di Nicolas Maduro.

"Trump, per parte sua, aveva sin dal suo insediamento palesato l’intendimento di rivedere gli assets delle 'alleanze' sullo scacchiere, non senza lasciare emergere la fragilità di una Europa disunita e fortemente dipendente, anche dal punto di vista militare, dagli Usa, così come la volontà di difendere un primato, ormai svanito, puntando di nuovo a controllare l’energia e a negoziare con Cina e Russia un multipolarismo fondato sulla reciproca diffidenza. Il diritto internazionale, tuttavia, - continua Meritocrazia Italia - non può essere considerato un orpello formale né un ostacolo all’efficacia dell’azione politica: è, al contrario, la garanzia minima di equilibrio, prevedibilità e giustizia nei rapporti tra Stati sovrani. Il suo indebolimento, soprattutto quando proviene da attori di primo piano della comunità internazionale, rischia di legittimare comportamenti analoghi, di alimentare spirali di emulazione e di aprire varchi a escalation difficilmente controllabili, con conseguenze gravi e diffuse sulla sicurezza globale".

"Meritocrazia ribadisce che l’uso della forza, al di fuori dei rigorosi confini previsti dal diritto internazionale e senza il pieno coinvolgimento degli organismi multilaterali competenti, rappresenta un sentiero pericoloso. Essa mortifica la diplomazia, svuota la politica del suo ruolo più alto, quello di prevenire i conflitti e comporli attraverso il dialogo, e indebolisce il sistema di regole che, pur imperfetto, ha garantito decenni di relativa stabilità. In tal senso, - prosegue la nota - Meritocrazia ricorda come la dignità, intesa come valore intrinseco, originario e inalienabile di ogni essere umano, costituisca il fondamento irrinunciabile di un nuovo orizzonte normativo e politico. Essa non è una concessione del potere, ma un diritto sussistente, che precede e vincola ogni forma di sovranità, chiamata a configurarsi non come dominio, bensì come responsabilità giuridica orientata alla tutela dei diritti fondamentali".

"In un contesto internazionale già segnato da tensioni, conflitti regionali e fragilità economiche e sociali, la responsabilità delle grandi potenze è accresciuta. Chi detiene maggiore forza politica, militare ed economica ha il dovere di farsi esempio di rispetto delle regole comuni, non di derogarle. La leadership autentica si misura nella capacità di costruire consenso, non nell’imposizione unilaterale; nella forza della ragione, non nella ragione della forza. Se è giunto il momento di ripensare nuove strategie economiche condivise ben venga, - continua ancora Meritocrazia Italia - ma tale processo non può che essere governato dal dialogo e dalla diplomazia, piuttosto che da prove muscolari che travalicano i confini del diritto ed ogni logica di consenso ed equilibrio di base. Meritocrazia richiama con convinzione l’esigenza di un ritorno deciso alla centralità del diritto, della diplomazia e della politica intesa come servizio alla pace e alla cooperazione tra i popoli, invitando tutti gli attori internazionali, a partire da quelli maggiormente influenti, a un’assunzione di responsabilità che vada oltre l’immediato e guardi al bene comune globale. Solo riaffermando la supremazia delle regole condivise e del dialogo sarà possibile evitare pericolose escalation, scongiurare imitazioni destabilizzanti e restituire credibilità a un ordine internazionale fondato sulla pace, sulla giustizia e sul rispetto reciproco. Da tale consapevolezza scaturisce, per Meritocrazia Italia, la proposta di un autentico patto sociale planetario, fondato sul riconoscimento delle persone e dei popoli quali soggetti originari del diritto, con elaborazione di un nuovo accordo internazionale sui diritti inviolabili".

"All’interno di questo quadro, - si legge ancora nella nota di Meritocrazia Italia - la pace si configura come diritto umano fondamentale e come bene giuridico primario della comunità internazionale. Non una pace passiva o meramente dichiarativa, ma una pace attiva, intesa come processo dinamico di giustizia, solidarietà e cooperazione. Nessuna comunità politica, nessuno Stato, nessun popolo può perseguire la propria sicurezza prescindendo dalla sicurezza degli altri. Parimenti, è necessario garantire la sovranità inviolabile dei singoli Stati ed il rispetto dei processi democratici di elezione dei propri vertici rimessi alla volontà ed alla libertà dei popoli e dei cittadini. E per tale ragione Meritocrazia sostiene una visione delle relazioni internazionali in cui la forza del diritto deve prevalere sul diritto della forza, nella consapevolezza che la sicurezza di ciascuno dipende dalla sicurezza di tutti. Ed in tal senso Meritocrazia invoca l’adozione di un intervento compatto da parte dell’Unione Europea, i cui valori fondamentali, sanciti dall’articolo 2 del Trattato sull’Unione europea, costituiscono l’architrave di questa visione, invitandola ad uscire dalla mera configurazione di mercato comune e dall’anestesia percettiva che paralizza la coscienza politica contemporanea, per assumere una nuova consapevolezza e posizione attiva, attuativa dell’agenda Draghi per il rilancio del ruolo unionale e per la costruzione ad ogni livello del diritto alla pace attiva quale orizzonte etico e giuridico imprescindibile del futuro".

"Al contempo, Meritocrazia auspica, anche tramite l’iniziativa del Premier Meloni, la convocazione di una riunione plenaria straordinaria del vecchio G8, esteso anche alla Cina, per ribadire la contrarietà ad ogni forma di deviazione dall’utilizzo del dialogo e del diritto come via maestra dell’agire ve internazionale. In un tempo in cui l’equilibrio globale appare sempre più fragile, il silenzio o l’assuefazione di fronte alla forza rischiano di trasformarsi in complicità. Meritocrazia ritiene che prendere posizione non sia un atto ideologico, ma un dovere civico e morale: - conclude Meritocrazia Italia - perché ogni cedimento del diritto compiuto oggi diventi una minaccia per il domani. Difendere le regole, la diplomazia e la politica come strumenti di pace significa difendere il futuro stesso delle relazioni tra i popoli e la possibilità di un ordine internazionale giusto, umano e condiviso. Si inizi una fase di dialogo volto ad un forte e duraturo patto planetario spinto anche dall’Europa, che muti la sua struttura da unione di natura commerciale ad unione di natura militare, munita finalmente di una sola voce ed uno spirito critico".

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