Nucleare e legge elettorale, i leader di centrodestra provano ad accelerare: ecco il nuovo 'patto della spigola'

Menu a base di pesce a Palazzo Chigi per Meloni, Salvini, Tajani e Lupi. Sul piatto soprattutto la politica estera a cominciare dalla crisi energetica

Palazzo Chigi - Ipa
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07 maggio 2026 | 00.24
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Accelerare sull'approvazione della legge sul nucleare e andare avanti sulla riforma del Rosatellum. Sarebbero questi i due temi principali al centro del vertice di maggioranza che si è tenuto ieri a Palazzo Chigi davanti a un menù a base di pesce. Giorgia Meloni, Matteo Salvini, Antonio Tajani e Maurizio Lupi, raccontano all'Adnkronos, avrebbero discusso principalmente di politica estera, a cominciare dalla crisi energetica, e di legge elettorale, consumando una spigola (o branzino, come viene chiamato nella cucina gourmet). Anche se si sposerebbe benissimo con il pesce azzurro, niente vino ad accompagnare il pasto.

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Sul tavolo dei leader della maggioranza non avrebbe fatto capolino il dossier sulle nomine, almeno stando a sentire quel che il numero uno del Carroccio ha assicurato parlando con i giornalisti a margine di un convegno sul nucleare a Palazzo Wedekind, al termine del vertice. "Non si è minimamente parlato di questo argomento", ha tagliato corto il vicepremier e ministro dei Trasporti. A pranzo, i leader della maggioranza, raccontano le stesse fonti, avrebbero deciso di accelerare sull'approvazione della legge sul nucleare, tenendo aperto un confronto costante con l'Unione europea, e di andare avanti sulla riforma del Rosatellum, attraverso il dialogo con le opposizioni.

'Il patto della spigola'

Qualcuno ha già ribattezzato il “quadrilatero” il “patto della spigola”, evocando una riedizione dell’intesa siglata tra Giuseppe Conte e Beppe Grillo a Marina di Bibbona nel luglio 2021, quando i due - tra sorrisi e foto social - sancirono una tregua dopo settimane di tensioni. In realtà, a ben guardare nelle cronache politiche, il primo “accordo a base di branzino” risale a 17 anni fa, nel 2009, quando Silvio Berlusconi e Gianfranco Fini si incontrarono a pranzo a Montecitorio e, proprio davanti a un branzino (con carciofi e frutta a completare il menù), tentarono invano di ricucire una frattura ormai insanabile. Quella colazione di lavoro tra il fondatore di Forza Italia e il presidente di Alleanza Nazionale - alla presenza anche di Gianni Letta, storico braccio destro del Cavaliere - avrebbe dovuto sancire la pace (i media parlarono di un’intesa sulla road map del Popolo della Libertà e sulla giustizia), ma si rivelò, nei fatti, un flop.

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