"Attanasio era un obiettivo designato". L'ipotesi di uno 007 russo nel commando

Le testimonianze di due fonti individuate in Nord Kivu dal team legale della famiglia dell'ambasciatore italiano ucciso nella Repubblica democratica del Congo 5 anni fa. Domenica la messa di Parolin per ricordarlo e nuove rivelazioni

Luca Attanasio - Ipa
Luca Attanasio - Ipa
18 febbraio 2026 | 17.11
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L'ambasciatore Luca Attanasio, rimasto ucciso la mattina del 22 febbraio 2021 nell'attacco a un convoglio del Programma Alimentare Mondiale, nel Nord Kivu, nella Repubblica Democratica del Congo, era un "obiettivo designato". E il suo omicidio sarebbe "esplicitamente collegato" al giacimento di carbonatite di classe mondiale di pirocloro (niobio) presente a Lueshe, su cui sono puntati interessi russi. E' quanto emerge dalle testimonianze di due fonti individuate nel corso della missione in Nord Kivu del consulente della famiglia dell'ambasciatore, l'analista Mario Scaramella, che ha esplorato la zona per alcune settimane con il supporto di specialisti americano-congolesi.

Parte dei risultati di queste indagini, depositate in procura a Roma nel novembre scorso dall'avvocato Rocco Curcio, saranno oggetto di un incontro stampa con il team legale guidato da Curcio e con il padre di Attanasio che si terrà domenica, nel quinto anniversario della morte dell'ambasciatore, poco dopo la messa celebrata dal segretario di Stato vaticano Pietro Parolin nella Chiesa di San Giorgio in piazza Solari a Limbiate (Milano).

Tra gli elementi che emergono dalle carte della difesa, a quanto apprende l'Adnkronos, il fatto che l’imboscata al convoglio del PAM sarebbe stata "opera dal Movimento del 23 Marzo (M23), probabilmente infiltrato da un agente dell’intelligence russa e ruandese, con l’Ambasciatore italiano quale obiettivo designato", con lo scopo di creare "un casus belli ideale per giustificare un’invasione e l’occupazione della specifica località e, successivamente, dell’intera regione" da parte proprio del Ruanda, che già in passato avrebbe "tentato o realizzato provocazioni mirate, ad esempio contro il Direttore del Parco Nazionale dei Virunga sulla strada N2 e contro le strutture dell’autorità del parco". (di Mia Grassi)

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