‘Far emergere il sommerso, diagnosi precoce chiave per eliminarle’
“La Giornata mondiale dell'epatite è sicuramente una occasione per puntare l'attenzione su delle patologie che hanno visto proprio una vera e propria rivoluzione nella loro gestione. L'epatite C, nel passato, era una malattia cronica con un elevato rischio di cirrosi, di carcinoma epatocellulare, di trapianto di fegato: oggi è una patologia in cui siamo in grado di guarire la quasi totalità dei pazienti. Nell'epatite B i progressi sono stati significativi e la malattia si è trasformata in una condizione che può essere facilmente controllata. Più recentemente, l'innovazione ha raggiunto anche la forma più grave di epatite, la delta, offrendo delle prospettive di trattamento laddove non ne esistevano”. Così Carmen Piccolo, Executive Country Medical Director di Gilead Sciences Italia, nella Giornata mondiale che si celebra oggi, 28 luglio, sottolinea come la farmaceutica “da sempre crede nell'innovazione” come presupposto per trasformare la vita delle persone”.
Fare innovazione “per noi - continua Piccolo - significa fare soprattutto ricerca e sviluppo: investiamo circa il 20% del nostro fatturato globale in R&S. Grazie a questo impegno siamo l'unica azienda ad avere oggi un portafoglio di farmaci per tutte le 3 forme di epatite virale. Abbiamo contribuito a trasformare l'epatite C da una malattia cronica a una patologia oggi curabile: i nostri farmaci hanno curato circa 10 milioni di persone. Abbiamo a disposizione farmaci che consentono una gestione efficace, nel lungo termine, anche dell'epatite B e abbiamo il primo trattamento specifico per l'epatite Delta”. Oggi, però, sono ancora “tante le persone che convivono con un'epatite virale senza saperlo e quindi non hanno accesso, a un trattamento adeguato. Per questo - evidenzia - è fondamentale continuare a lavorare con le istituzioni, con la comunità scientifica, con tutti gli attori del sistema salute e le associazioni pazienti, al fine di favorire una diagnosi precoce, migliorare l'accesso alle cure e quindi contribuire al raggiungimento dell'obiettivo dell'Organizzazione mondiale della sanità di eliminazione delle epatiti virali”.
Oltre allo sviluppo di nuove soluzioni terapeutiche, “crediamo sia fondamentale continuare a lavorare sulla diagnosi precoce e anche sull'emersione del sommesso - illustra Piccolo - Molte persone oggi convivono ancora con un'epatite virale senza esserne consapevoli e quindi rischiano di non accedere in maniera tempestiva alle cure. Questo è il motivo per cui sosteniamo iniziative volte ad avvicinare i cittadini a opportunità di screening. Una di queste iniziative è, per esempio, ‘Test the City’. Altro aspetto fondamentale nel quale investiamo tanto - prosegue - è la formazione continua degli operatori sanitari attraverso iniziative come ‘The Gilead Hub’ con cui promuoviamo delle occasioni di aggiornamento scientifico, di confronto multidisciplinare sulle varie evidenze recenti nel campo delle patologie epatiche”. Filo conduttore tra queste iniziative “è la volontà di non lasciare nessun paziente indietro: dalla sensibilizzazione sul test alla diagnosi precoce fino all'accompagnamento al percorso terapeutico più appropriato per il paziente, Gilead c'è - rimarca Piccolo - La sfida delle epatiti virali è ancora aperta ed è una sfida che non possiamo affrontare da soli”. Per questo “crediamo nel valore della collaborazione con tutti gli attori del sistema salute - le istituzioni, la comunità scientifica, le associazioni pazienti - con l'obiettivo comune di eliminare le epatiti virali”.