Morrone (Commissione Ecomafie): "Auspichiamo interventi tempestivi da parte degli amministratori locali e degli uffici tecnici a tutela della salute pubblica e dell’ambiente".
Ministero Ambiente chiede informazioni sui "profili di danno e/o minaccia di danno ambientale"
Allarme amianto tra Fonte Laurentina e Vallerano, quartieri in forte espansione a pochi passi dal Grande raccordo anulare, dove dopo l'incendio divampato il 26 luglio ancora oggi si respira a fatica. I mezzi dei vigili del fuoco si muovono senza sosta, impegnati a scongiurare nuovi focolai, e intanto i residenti si barricano in casa per non respirare l'odore acre che intossica l'aria bollente di agosto: sono passate due settimane dal rogo che ha devastato una vasta area a ridosso delle abitazioni tra Laurentina e il Gra. I comitati di quartiere segnalano in un esposto "il concreto e gravissimo rischio di dispersione aerea di fibre di amianto friabile" e ricordano che i rilievi dell'Arpa Lazio "hanno già certificato una concentrazione di diossine nell'aria" che è "ampiamente superiore alle soglie di sicurezza e di attenzione raccomandate dall'Oms".
"Sono quattro notti che i vigili del fuoco lavorano a Fonte Laurentina. E il problema non è solo l'amianto - spiega all'Adnkronos Michele Ambrosone, presidente del comitato di quartiere Fonte Laurentina - A bruciare è stata una discarica segnalata da noi residenti già nel 2014, senza che nessuno mai si attivasse per bonificarla. Si sono limitati a sgomberare gli insediamenti abusivi che lì sorgevano, senza però andare in profondità, per accertare cosa ci fosse immediatamente sotto il terreno. Hanno aspettato che succedesse una cosa del genere e ora, la sera, siamo avviluppati dai fumi tossici. Costretti a chiudere le finestre per l'odore acre e irrespirabile".
"Come comitato di quartiere ho mandato note a tutti gli enti preposti, non sappiamo più cosa fare. Siamo preoccupati, ieri abbiamo preparato una nota affinché si proceda alla sanificazione di tutte le aule in vista della riapertura delle scuole", spiega ancora Ambrosone. Stesso discorso per la vicina Vallerano. "A preoccuparci è, più di tutto, il fatto di non sapere cosa ci sia di preciso sotto al terreno andato a fuoco - dice all'Adnkronos il presidente del comitato di quartiere, Mario Pagani - Se c'é l'amianto, non sappiamo che rischi per la salute ci siano, se è andato a fuoco, se si è volatilizzato. E stiamo valutando se iniziare un percorso legale proprio per cercare di inserci nel percorso della magistratura e capire cosa succede. D'altronde, è consistente anche il rischio della svalutazione immobiliare. Come comitati di quartiere abbiamo mandato un esposto: non c'é stata una risposta da nessuno, l'unico che si è mosso è stato il senatore Andrea De Priamo, che ha trasmesso la nostra nota alla commissione ecomafie".
"Auspichiamo interventi tempestivi da parte degli amministratori locali e degli uffici tecnici coinvolti a tutela della salute pubblica e dell’ambiente e soprattutto per dare notizie certe e chiare ai residenti legittimamente preoccupati. Siamo quindi in attesa che sia accertata la natura dei materiali coinvolti nel rogo e la loro pericolosità", dice all'Adnkronos Jacopo Morrone, presidente della commissione ecomafie. "Per quel che ci riguarda - spiega - abbiamo immediatamente risposto alla richiesta di approfondimento avanzata da alcuni commissari recandoci sul posto per una prima verifica accompagnati dai tecnici di Arpa Lazio, delle Forze dell’Ordine e dei Vigili del Fuoco. Quello che abbiamo già potuto fare come Commissione è aprire un filone d’inchiesta per acquisire in tempi utili documentazione e notizie di eventuali illeciti nella gestione dei rifiuti attraverso apposite audizioni".
"Non rientra fra i compiti della Commissione parlamentare -precisa Morrone- effettuare le analisi dei terreni interessati dal vasto incendio divampato il 26 luglio scorso nell’area compresa tra via Laurentina e via di Vallerano, nel IX Municipio di Roma. Al momento del sopralluogo c’era ancora un incendio in atto e quindi non sussistevano le condizioni per analisi approfondite del terreno e dei rifiuti interrati. Quindi ancora non possiamo avere riscontri analitici dalle autorità competenti. Ricordo anche che l’area è sottoposta a sequestro dalla Procura della Repubblica di Roma - conclude Morrone - Prioritario è infatti verificare eventuali responsabilità e l’esistenza di attività illecite di gestione dei rifiuti".
In una circolare del 7 agosto scorso inviata tra gli altri al Comune di Roma, alla Regione Lazio, all'Arpa e alla Prefettura, oltre che ai comitati di quartiere Fonte Laurentina e Vallerano, il ministero dell'Ambiente richiama i timori dei residenti relativamente ai valori di concentrazione di diossine ampiamente superiori alle soglie di sicurezza e il rischio di dispersione aerea di fibre di amianto e chiede di essere informato in merito "all’eventuale insorgenza di profili di danno e/o minaccia di danno ambientale".