Madre e figlia avvelenate a Pietracatella, oggi l'esame 'irripetibile' sui dispositivi elettronici delle vittime: ecco perché potrebbe essere fondamentale

In questura gli accertamenti su smartphone, tablet e pc di Antonella e Sara

Antonella Di Ielsi e sua figlia Sara Di Vita
Antonella Di Ielsi e sua figlia Sara Di Vita
22 maggio 2026 | 14.08
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In corso oggi, venerdì 22 maggio, in questura a Campobasso, uno dei passaggi fondamentali nell'inchiesta sul giallo di Pietracatella: l'esame dei dati da telefoni, modem, pc e tablet prelevati nei giorni scorsi dalla casa di Antonella Di Ielsi e Sara Di Vita, madre e figlia morte avvelenate dalla ricina.

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Gli investigatori vogliono sapere se, a cercare in rete notizie sulla ricina, siano state le stesse donne. Le risposte per svelare questo enigma potrebbero infatti nascondersi proprio all'interno dei nove dispositivi elettronici sequestrati lo scorso 4 maggio. La polizia Scientifica ha effettuato la cosiddetta "copia forense" dei dispositivi. Poiché questa operazione "congela" e cristallizza le prove una volta per tutte, viene definita come un accertamento tecnico irripetibile. Per garantire la massima trasparenza, la Procura di Larino ha formalmente invitato a partecipare i legali dei cinque medici indagati per omicidio colposo e i legali dei familiari delle vittime, che hanno potuto assistere alle operazioni.

A effettuare gli accertamenti tecnici è il personale dello Sco, delegato dalla Procura di Larino, gli esperti informatici dell'Anticrimine. Lo Sco avrà poi 60 giorni di tempo per consegnare il lavoro.

La Procura, nel dettaglio, chiede di estrapolare da ciascun apparato dati utili per accertare rapporti, relazioni e legami correlabili alle navigazioni internet eventualmente dirette a procurarsi ricina, anche da parte di Sara Di Vita e Antonella Di Ielsi. Poi l’estrapolazione delle eventuali chat intrattenute tra mamma e figlia, inerenti la patologia da ricina. Viene anche chiesta l’estrapolazione di tutti i dati relativi ai rapporti con familiari, parenti e amici, da identificare, per accertare fatti e circostanze idonee a ricostruire le abitudini di vita, i rapporti interpersonali delle vittime; infine, i dati relativi alla presenza di documenti, note, pagine di diario, missive inerenti eventuali patologie sofferte dalle vittime e non conosciute.

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