No Kings, a Roma il corteo "per un mondo libero dalle guerre". E spunta ghigliottina vicino a foto di Meloni, La Russa e Nordio a testa in giù

Alla manifestazione anche i leader di Avs e il segretario della Cgil Landini

Lo striscione che apre il corteo - Adnkronos
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28 marzo 2026 | 16.35
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In corso a Roma il corteo del movimento No Kings Italia nell'ambito della mobilitazione globale 'Together-Contro i re e le loro guerre' che si tiene oggi, sabato 28 marzo, anche in altre città del mondo tra cui Londra e New York. Ad aprire il corteo lo striscione 'Per un mondo libero dalle guerre' e a seguire una grande bandiera della pace. 'Vi abbiamo già cacciato una volta' si legge poi su uno degli striscioni contro il governo Meloni.

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Al passaggio del corteo in via Cavour, mentre la coda è ancora in via Einaudi, qualche commerciante decide di abbassare le serrande. “Un saluto dai sovversivi che hanno riempito le piazze a ottobre”, gridano al microfono dal camion che guida la manifestazione. Alla mobilitazione sono presenti anche Angelo Bonelli, Nicola Fratoianni, Ilaria Salis di Avs e il segretario generale della Cgil Maurizio Landini. Schierate le forze dell’ordine lungo il tragitto, come vicino al Viminale, mentre un elicottero segue il corteo dall'alto.

In piazza spunta striscione per Cospito e ghigliottina

Tra le tante bandiere con simboli della pace nel corteo spuntano anche striscioni degli anarchici: "Contro il 41bis lo Stato tortura, Alfredo Libero, 18 aprile manifestazione”, si legge sullo stendardo in sostegno all'anarchico Cospito condannato al carcere duro. "Se viviamo è per far saltare la testa dei re, con Sara e Sandro", si legge su un altro striscione.

Esposte nel corso del corteo, in piazza dell'Esquilino, anche le foto a testa in giù della premier Giorgia Meloni, del ministro della Giustizia Carlo Nordio e del presidente del Senato Ignazio La Russa accanto a una ghigliottina in legno.

Landini: "Giovani in tutto il mondo dicono no a logica della guerra"

"E' una piazza contro la guerra. Tutti i nostri problemi oggi vengoo da lì. Problemi che poi si chiamano salari, rischio della democrazia, logiche autoritarie. Questa piazza è una grande domanda di pace", sottolinea il leader della Cgil . "Bisogna rimettere al centro i bisogni delle persone e fermare questa cultura pericolosa e autoritaria che viene avanti - prosegue Landini - Certo la risposta che c'è stata nel referendum credo parli a tutto il Paese e rende evidente come la maggioranza si riconosce nella Costituzione e quindi nel ripudio della guerra, un punto fondamentale per poter vivere in democrazia. Questo indica con precisione una volontà di cambiamento delle politiche economico-sociali che sono state fatte in questi anni", tanto più alla luce di una "partecipazione giovanile al voto molto importante. I giovani oggi - continua il segretario Cgil - stanno dicendo no alla precarietà, no alla guerra e stanno ponendo il tema di una difesa della democrazia. Stanno dicendo con molta forza di fermare questa cultura pericolosa della guerra e autoritaria, che mette al centro il profitto. Mentre al centro deve eesserci la persona, la giustizia sociale, la sostenibilità ambientale e una lotta vera per l'eguaglianza. Questa giornata ha questa forza". E "questa cosa - rimarca - non avviene solo in Italia, ma si sta allargando nel mondo perché la guerra mette paura, incertezza. Per difendere la democrazia c'è solo una strada: quella di praticarla, andando a votare", prosegue Landini. "Questa è una manifestazione pacifica. Noi siamo contro qualsiasi forma di violenza - sottolinea - . L'abbiamo sempre combattuta. Oggi qualsiasi cittadino può partecipare ed esserci. Noi siamo qui in modo pacifico e non violento. Questa giornata vogliamo che abbia queste caratteristiche".

Fratoianni: "In piazza per indicare alternativa necessaria"

Al corteo anche Nicola Fratoianni insieme ad Ilaria Salis ed Angelo Bonelli di Avs "per dire no a chi concentra il potere nelle sue mani per scatenare guerre, per aumentare la diseguaglianza, per aggravare la crisi climatica. In piazza - continua Fratoianni - per dire si alla democrazia, alla giustizia sociale, alla pace e per indicare un'alternativa possibile e necessaria".



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