Roma, da giudici ok a perizia psichiatrica Kaufmann su capacità di stare in giudizio

L'americano è accusato del duplice omicidio della figlia Andromeda e della compagna Anastasia Trofimova, trovate senza vita lo scorso 7 giugno a Villa Pamphili. Dalle indagini è emerso che un ragazzo allarmato segnalò Kaufmann con la bimba poche ore prima del ritrovamento dei corpi

Roma, da giudici ok a perizia psichiatrica Kaufmann su capacità di stare in giudizio
09 marzo 2026 | 13.18
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I giudici della Prima Corte di Assise, sciogliendo la riserva, hanno accolto la richiesta di perizia psichiatrica per accertare la capacità di stare nel processo di Francis Kaufmann, accusato del duplice omicidio della figlia Andromeda e della compagna Anastasia Trofimova, trovate senza vita lo scorso 7 giugno a Villa Pamphili. Alla luce degli elementi raccolti i pm di piazzale Clodio, nell’inchiesta coordinata dal procuratore aggiunto Giuseppe Cascini, contestano all’americano il duplice omicidio aggravato dai motivi futili e abietti, dalla minorata difesa, dalla relazione affettiva con la compagna e dalla discendenza in relazione alla figlia oltre all’occultamento di cadavere.

Nell’udienza di questa mattina la Corte ha conferito l’incarico per la perizia che verrà completata entro 30 giorni. A sollecitare l’accertamento era stata la difesa di Kaufmann, che nel frattempo è stato trasferito dal carcere di Rebibbia a quello di Regina Coeli.

Kaufmann con la bimba segnalato al 112 poche ore prima del delitto

Intanto durante l'udienza odierna del processo, altri dettagli sono emersi sulla vicenda. E il dubbio che la piccola Andromeda si sarebbe potuta salvare.

Pamela Franconieri, investigatrice della Polizia di Stato sentita come testimone nel processo a Kaufmann, ha raccontato che una chiamata arrivata al 112 aveva segnalato la presenza di un uomo con un cappello e una bambina con un vestito rosa in braccio intorno all’una e trenta di notte in via Leone XIII, la strada che “attraversa” il parco di villa Pamphili. A fare quella chiamata era stato un ragazzo.

Il giovane aveva deciso di chiamare il numero di emergenza perché aveva visto una situazione che lo aveva allarmato. Una chiamata avvenuta poche ore prima che venisse ritrovato il corpo della bambina di 11 mesi e della madre a poca distanza nel parco. Proprio sul ritrovamento dei corpi si è soffermata Franconieri. “I due corpi erano senza vestiti - ha spiegato in aula definendo quella collocazione una messa in scena - nel tentativo di renderne più difficile l’identificazione. L’ipotesi che facciamo subito è che i corpi siano collegati tra di loro e che quindi potessero essere madre e figlia e che l’evento non era casuale. Avevamo due corpi ma non un’identità”.

Nel corso della testimonianza sono stati ripercorse le varie segnalazioni da Campo de’ Fiori a via Giulia di Kaufmann prima con la compagna e la figlia e negli ultimi giorni solo con la bambina, come quella dei dipendenti di un hotel di via Federico Cesi che il 6 giugno scorso avevano notato l’americano nella hall con la bimba, il ritrovamento del vestitino della piccola in un secchio della spazzatura di viale Rosa Luxemburg, fino alle indagini che hanno permesso di arrestare Kaufmann a Skiatos in Grecia dove era scappato dopo il duplice omicidio. “Lo abbiamo individuato in strada mentre camminava con berretto e birre in mano - ha raccontato l’investigatrice della Polizia di Stato - Non ha fatto domande sul fermo, ha ribadito che era cittadino americano e quando ha capito che insieme agli investigatori greci c’eravamo noi italiani ci ha subito appellati come mafiosi”.

“È evidente che nessuno le ha salvate. I familiari se lo chiedono - commentano gli avvocati Arturo Salerni e Mario Angelelli, legali di parte civile della famiglia delle vittime - e chiedono a noi di capire se invece si potessero salvare. Sapevamo che c’era questa telefonata. Nel dettaglio ce l’ha spiegato l'investigatrice. Sulla perizia psichiatrica ci rimettiamo alla scienza, quindi vedremo che cosa diranno”.

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