Piscina per islamiche a Roma, è scontro. FdI: "Si avalla segregazione", Pd: "Decisione giusta"

Un impianto di Tor Tre Testa ha deciso di riservare turni e orari alle donne mussulmane

Piscina - 123rf
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30 luglio 2026 | 09.20
Manuela Azzarello
LETTURA: 2 minuti

La scelta di una piscina di Tor Tre Teste, a Roma, di riservare turni e orari alle donne islamiche "è l’esatto contrario dell’inclusività". A dirlo, in una intervista all'edizione romana del Corriere della Sera, è il vice presidente della Camera Fabio Rampelli (FdI) che a riguardo ha presentato un'interrogazione. "Anziché tutelarle - afferma - se ne avalla la segregazione e si rafforza una pratica religiosa che non ha nulla a che vedere con la laicità dello Stato". "La piscina non è privata, ma comunale in concessione - aggiunge - e, in quanto tale, deve rispettare il regolamento di Roma Capitale, i principi costituzionali di inclusione, parità di genere e tutela della libertà. Ci siamo lamentati dei circoli sul lungotevere che escludevano l’ingresso delle donne, e ora facciamo piscine a uso esclusivo di quelle musulmane, legittimando la segregazione femminile?".

Per Rampelli "l’integrazione non dovrebbe fondarsi sull’adattamento delle istituzioni pubbliche a precetti religiosi incompatibili con il principio di uguaglianza. Se i musulmani vogliono vivere in Italia, devono aderire ai principi dello Stato laico, nel quale donne e uomini hanno gli stessi diritti, gli stessi doveri e la stessa libertà. Questa iniziativa si è rivelata un boomerang".

Morassaut (Pd): "Decisione giusta"

Una "forma di delicatezza", una "decisione giusta". Così, in una intervista all'edizione romana del Corriere della Sera, il deputato del Pd Roberto Morassut commenta la decisione della piscina a Tor Tre Teste. "Se vogliamo - dice - possiamo discutere sulla condizione della donna e della sua emancipazione in altre culture, ma quella di mettere a disposizione un servizio ricreativo mi sembra una soluzione immediata che evita che rimangano fuori dalla vita sociale e civile".

Al deputato di FdI Fabio Rampelli che vede in questa decisione uno "spudorato esperimento di introdurre norme islamiche all’interno delle nostre vite", Morassut risponde: "Un’affermazione assurda, fuori dalla realtà. Non è che in questo modo Roma o l’Italia si adeguano a una cultura diversa. La città e il Paese ospitano e quindi mettono in campo tutto quanto possibile perché queste persone si integrino e mantengano le loro tradizioni. E poi in fondo ognuno di noi è ospite di se stesso perché siamo tutti un misto di culture e tradizioni. Contano le persone, per me, la loro serenità e la possibilità di vivere con pienezza".

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