Scuola, dopo l'Emilia Romagna anche Campania e Puglia verso l'apertura anticipata

Piace la sperimentazione lanciata dal presidente de Pascale per offrire un sostegno alle famiglie. Sardegna controcorrente: punta a posticipare la prima campanella al 1 ottobre

Bimbi vanno a scuola -
Bimbi vanno a scuola - 123RF
06 giugno 2026 | 14.16
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La sperimentazione della riapertura anticipata delle scuole, lanciata dal presidente della Regione Emilia-Romagna, Michele de Pascale, piace anche alla Campania e alla Puglia. D'altro canto c'è chi invece, come la Sardegna, pensa a un 'posticipo' con avvio delle lezioni dal 1 ottobre. L'iniziativa punta a dare la possibilità alle primarie di riaprire dal 31 agosto con attività come laboratori, sport, musica, creatività, gioco, assistenza, fino all'avvio ufficiale della didattica, che in Emilia Romagna è previsto per il 15 settembre.

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In Campania "poce alternative alla scuola"

"Non ne abbiamo ancora parlato, ma è un tema vero, che riguarda la conciliazione dei tempi per la famiglie, tenendo conto che in Italia le vacanze estive sono molto lunghe, anche per motivazioni reali", dice all'Adnkronos l'assessore regionale alle Politiche Sociali e alla Scuola della Campania, Andrea Morniroli ma abbiamo istituito "un tavolo di confronto permanente sulla scuola pubblica, con la prima riunione prevista per lunedì 8 giugno, dove ci sono sindacati, rappresentanti dei genitori, presidi e docenti" e che "questo possa essere uno dei temi di confronto".

"In alcuni quartieri aumentare il tempo-scuola, seppur non in modo obbligatorio e per i bambini piccoli, può essere fondamentale per contrastare i percorsi che portano ad abbandoni precoci", dice. L'assessore ricorda anche che "in Campania inoltre, come nelle regioni meridionali, il tema del caldo è da tenere in conto, ma se ne deve discutere con le parti sociali. In un contesto dove ci sono sindacati, istituzioni, famiglie, docenti, presidi, si deve riflettere assieme, senza semplificazioni, ma il tema ha un senso, in una regione dove ci sono poche alternative pubbliche alla scuola”.

Puglia: "Giusto dare supporto concreto a famiglie"

L'assessora alla Cultura e alla Conoscenza della Regione Puglia, Silvia Miglietta, sottolinea che "la sperimentazione avviata dall’Emilia Romagna va nella direzione giusta: aiutare le famiglie nella conciliazione dei tempi vita-lavoro è una priorità condivisa e aprire le scuole in anticipo con attività educative, sportive e culturali è una risposta concreta a un bisogno reale". La Puglia, quindi, aggiunge l'assessora, guarda con attenzione "alla possibilità di costruire un’offerta di attività a sostegno delle famiglie nei periodi di transizione, in raccordo con l’Ufficio Scolastico Regionale. In alcune scuole pugliesi - evidenzia Miglietta - questo accade già a fine anno scolastico, grazie a misure ministeriali o a progettualità autonome degli istituti. Vogliamo esplorare se e come la Regione possa sostenere una sperimentazione analoga, strutturata e condivisa con i territori".

La Sardegna vuole vacanze più lunghe

L’idea di anticipare l’apertura degli istituti scolastici non sembra invece plausibile in Sardegna dove la stagione calda è lunga ed è già cominciata, cosa che non rende semplice per la Regione trovare i tempi giusti per il calendario scolastico. ''In Sardegna le richieste vanno nella direzione contraria - spiega all’Adnkronos l’assessora regionale alla Pubblica istruzione, Ilaria Portas - Per ragioni climatiche qui sarebbe impossibile l’anticipo e le istanze sono per uno slittamento a ottobre. Ma non si è ritenuto opportuno procedere in tal senso per evitare lo slittamento della fine dell’anno scolastico a fine giugno”. In Sardegna la prima campanella suonerà il 16 settembre per tutti e l’anno terminerà l’8 giugno, tranne le scuole dell’infanzia che saranno aperte fino al 30 giugno. “Per venire incontro alle esigenze delle famiglie - continua l’assessora Portas - la Regione ha appena approvato una legge sui centri estivi, a supporto delle famiglie durante le vacanze”. La delibera della Giunta Todde stanzia dei fondi per sostenere l’inserimento degli studenti nei centro estivi, con contributi in base all’Isee.

E nemmeno il Piemonte seguirà l’esempio dell’Emilia Romagna. A confermarlo, all’Adnkronos, l’assessore all’Istruzione della Regione Piemonte, Daniela Cameroni. "Guardiamo con interesse alle esperienze che nascono in altre Regioni ma riteniamo che ogni territorio debba costruire le proprie risposte sulla base delle proprie caratteristiche e delle proprie esigenze", sottolinea Cameroni. "Il Piemonte - prosegue - ha scelto una strada diversa, costruendo negli anni un sistema di servizi e misure concrete a sostegno delle famiglie".

"Dunque - ribadisce e conclude Cameroni - guardiamo con interesse alle esperienze delle altre Regioni, ma riteniamo che ogni territorio debba costruire le proprie risposte sulle proprie caratteristiche ed esigenze, basti pensare che l’Emilia-Romagna conta 330 Comuni, il Piemonte 1.180 ed è la Regione con più comuni d’Italia".

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