Addio carta d'identità cartacea: l'Ue nega proroga, scadenza 3 agosto 2026

I vecchi documenti in carta andranno sostituiti con la Cie, creando potenziali disagi per i cittadini e le amministrazioni. All'eurodeputata Ceccardi (Lega) il commissario McGrath risponde: "Nessun rinvio".

Una carta d'identità cartacea: dal 3 agosto non saranno più valide  - Foto Adnkronos
Una carta d'identità cartacea: dal 3 agosto non saranno più valide - Foto Adnkronos
01 aprile 2026 | 10.58
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Dal prossimo 3 agosto, le carte d'identità cartacee cesseranno di essere valide e l'Unione Europea non ha alcuna intenzione di concedere una proroga, malgrado la scadenza sia vicina al picco della stagione estiva, periodo di vacanze e di viaggi. La Commissione Europea, scrive il commissario alla Giustizia Michael McGrath in risposta ad una interrogazione dell'eurodeputata Susanna Ceccardi (Lega, gruppo PfE), "non prevede di proporre una proroga del termine" previsto da un regolamento Ue adottato all'unanimità dagli Stati membri.

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Ceccardi ricorda, nella sua interrogazione, che un regolamento di recente adozione "stabilisce che le carte di identità non conformi agli standard di sicurezza cessino di essere valide entro il 3 agosto 2026. L'approssimarsi di tale scadenza - nota l'europarlamentare - potrebbe determinare un incremento significativo delle richieste di rilascio della carta d'identità elettronica e di documenti equivalenti da parte dei cittadini dell'Unione, inclusi quelli residenti in Stati membri diversi da quello di cittadinanza, con conseguenti pressioni operative sulle amministrazioni nazionali competenti e sulle strutture deputate al rilascio dei documenti".

Nel 2024 l'Italia ha già vissuto una 'crisi dei passaporti', dovuto alla carenza di carta: il rischio è che quest'estate le anagrafi dei Comuni vengano ingolfate dalle richieste di carta d'identità elettronica (Cie) di coloro che ancora hanno il vecchio documento cartaceo, anche perché molti ignorano che dal 3 agosto non saranno più valide.

"Eventuali criticità nell'adeguamento alle nuove disposizioni - nota Ceccardi - potrebbero incidere negativamente sull'effettivo esercizio del diritto alla libera circolazione e al soggiorno, nonché sui diritti connessi alla cittadinanza".

Per Ceccardi, "è essenziale garantire un'attuazione uniforme e coordinata del regolamento, prevenendo disparità applicative e disagi per i cittadini, anche valutando se sussistano le condizioni per un eventuale adeguamento del termine previsto".

Chiede dunque Ceccardi alla Commissione se "dispone di dati aggiornati sul numero di carte d'identità non conformi ancora in circolazione negli Stati membri, con particolare riferimento ai cittadini dell'Unione residenti in altri Paesi".

L'eurodeputata domanda anche se "ha valutato l'impatto della scadenza del 3 agosto 2026 sulla mobilità intra-Ue e sull'accesso ai diritti e intende adottare orientamenti o iniziative, inclusa, ove necessario, la valutazione di un'eventuale proposta di posticipare il termine, per garantire un'applicazione omogenea del regolamento e prevenire possibili criticità amministrative".

McGrath risponde spiegando che la Commissione ignora quante carte d'identità cartacee siano ancora in circolazione: "Il rilascio delle carte d'identità è di competenza degli Stati membri, i quali non sono tenuti a comunicare dati statistici sul numero di carte d'identità in circolazione la cui validità è interessata dal termine per l'eliminazione graduale" prevista dal regolamento. Di conseguenza, "la Commissione non dispone di statistiche al riguardo".

La mancata risposta in merito alla valutazione d'impatto è dovuta probabilmente al fatto che la Commissione, ignorando quante di queste carte siano ancora in circolazione, non è in condizione di formulare stime attendibili.

Nota inoltre il commissario che "il 12 giugno 2025 il Consiglio ha adottato il regolamento all'unanimità. I periodi di eliminazione graduale delle carte d'identità (...) sono stati appoggiati anche dal Parlamento Europeo". Pertanto, "alla luce della chiara posizione del legislatore", la Commissione non intende proporre alcuna proroga.

La Commissione, conclude McGrath, "è tuttavia in contatto con l'Italia e la Grecia, due Stati membri le cui carte d'identità sono (parzialmente) interessate dal termine" previsto dal regolamento.

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