Usa-Iran, Trump riunisce i negoziatori: "Decisione entro domani su guerra o accordo"

Il presidente americano ha precisato che accetterà solo un'intesa che affronti questioni chiave come l'arricchimento dell'uranio e il destino delle scorte iraniane esistenti

Donald Trump - Afp
Donald Trump - Afp
23 maggio 2026 | 07.51
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Il presidente americano Donald Trump incontrerà oggi, sabato 23 maggio, i suoi negoziatori per esaminare l'ultima proposta dell'Iran e deciderà probabilmente entro domani "se riprendere la guerra" o proseguire sul fronte diplomatico. Lo ha dichiarato lo stesso Trump ad Axios, definendo la situazione "al 50 e 50" per cento rispetto alla possibilità di raggiungere un "buon accordo" o in alternativa di "rispedirli all'altro mondo".

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Chi partecipa al vertice

Alla riunione saranno presenti l'inviato speciale Steve Witkoff, l'ex consigliere Jared Kushner e il vicepresidente J.D. Vance. Sul tavolo ci sono le condizioni poste da Washington per un'intesa con Teheran.

Trump ha precisato che accetterà solo un accordo che affronti questioni chiave come l’arricchimento dell’uranio e il destino delle scorte iraniane esistenti. "Penso che accadrà una di due cose: o li colpirò più duramente di quanto non sia mai successo oppure firmeremo un accordo che sia buono", ha detto il presidente americano. Trump ha aggiunto che "alcune persone preferirebbero un accordo, altre vorrebbero riprendere la guerra", respingendo l'idea che il premier israeliano Benjamin Netanyahu sia "preoccupato" per i negoziati in corso.

Guerra o accordo?

Poco prima dell'intervento di Trump il segretario di Stato americano Marco Rubio in visita in India aveva parlato di ''lievi progressi'' anche grazie alla mediazione del Pakistan. C'è "la possibilità" che l'Iran accetti l'accordo con gli Stati Uniti già oggi", aveva detto senza esporsi più di tanto. Sull'Iran "potrebbero esserci novità più tardi, nel corso della giornata", ma ''potrebbero anche non esserci. Spero di sì. Non ne sono ancora sicuro'', ha affermato Rubio parlando con i giornalisti. Quindi, ha affermato, ''c'è la possibilità che forse più tardi, domani, forse tra un paio di giorni, possiamo dire qualcosa, ma questo problema deve essere risolto in un modo o nell'altro''. Perché, ha ribadito Rubio, ''l'Iran non potrà mai avere un'arma nucleare'' e per quanto riguarda Hormuz ''lo stretto deve essere aperto senza pedaggi''. Gli iraniani, ha proseguito, ''devono consegnare il loro uranio arricchito. Dobbiamo affrontare la questione dell'arricchimento''.

Per quanto riguarda ''la preferenza del presidente'' americano Donald Trump è di ''risolverla per via diplomatica. E' su questo che stiamo lavorando ora".

Mediatori a Ft: "Parti vicine a proroga tregua di 60 giorni"

Il cessate il fuoco tra Stati Uniti e Iran è vicino a essere esteso di 60 giorni, secondo quanto riferito da mediatori, citati dal Financial Times, che parlano anche dell'avvio di un quadro negoziale per discutere la diluizione o il trasferimento delle scorte iraniane di uranio altamente arricchito.

Secondo l'ipotesi su cui stanno lavorando i mediatori, gli Stati Uniti allenterebbero il blocco dei porti iraniani, mentre Teheran riaprirebbe gradualmente lo Stretto di Hormuz. Washington potrebbe inoltre concedere un alleggerimento delle sanzioni e sospendere il congelamento degli asset iraniani all'estero. Il portavoce del ministero degli Esteri iraniano, Esmail Baghaei, ha dichiarato che è in discussione un "memorandum d’intesa" come prima fase dei colloqui e che entro 30-60 giorni verrebbero definiti i dettagli dell'accordo, inclusi i temi della denuclearizzazione e della riapertura dello Stretto.

Modi riceve Rubio: "Con gli Usa lavoriamo alla pace globale"

Su X il primo ministro indiano Narendra Modi si è detto "lieto di aver ricevuto il Segretario di Stato americano, Marco Rubio" alla sua prima visita in India, specificando che "continueremo a collaborare con gli Stati Uniti strettamente per il bene comune globale''. ''Abbiamo discusso dei progressi compiuti nell'ambito del Partenariato Strategico Globale tra India e Stati Uniti e di questioni relative alla pace e alla sicurezza regionale e globale'', ha aggiunto Modi.

Teheran: "In bozza accordo anche la fine del blocco navale Usa"

Secondo quanto riferisce l'agenzia di stampa governativa Irna il portavoce del ministero degli Esteri iraniano, Esmail Baghaei, ha dichiarato che Teheran "non discuterà il programma nucleare in questa fase", spiegando che la priorità è concentrarsi sui negoziati per la fine del conflitto su tutti i fronti, "incluso il Libano".

"Abbiamo deciso di concentrare i negoziati sulla fine della guerra su tutti i fronti - ha aggiunto Baghaei, precisando che - non discuteremo i dettagli della questione nucleare in questa fase". Il portavoce ha infine sottolineato che "se entreremo nella questione nucleare tra 30 giorni o 60 giorni è una questione che verrà affrontata in seguito".

Intanto il capo negoziatore iraniano, Mohammad Baqer Ghalibaf, ha riferito al capo dell'esercito pakistano, Asim Munir, che le forze armate di Teheran hanno "ricostruito" le proprie capacità durante il cessate il fuoco e ha avvertito che, "se gli Stati Uniti ricominceranno scioccamente la guerra", le "conseguenze saranno più devastanti e amare". Lo riportano i media iraniani.

Ghalibaf ha inoltre dichiarato che la Repubblica Islamica "non scenderà a compromessi" su quelli che ha definito "i diritti della nazione e lo Stato iraniano".

L'Iran ha dichiarato di aver inserito la fine del blocco navale statunitense e le disposizioni sullo Stretto di Hormuz nella bozza di accordo con gli Stati Uniti discussa con il Pakistan. Lo ha riferito il portavoce del ministero degli Esteri, Esmaeil Baghaei, citato dai media ufficiali. "La questione dello stretto di Hormuz è tra gli argomenti trattati in questo memorandum d’intesa in 14 punti, ma ancora più importante è la fine della pirateria compiuta dagli Stati Uniti contro la navigazione internazionale", ha dichiarato Baghaei.

Pakistan: "Progressi incoraggianti"

Anche l'esercito pakistano ha informato che i colloqui con l'Iran hanno registrato "progressi incoraggianti" verso un'intesa finale, al termine di una visita a Teheran "altamente produttiva" del capo delle forze armate pakistane, Asim Munir. Lo si apprende da una nota diffusa dopo la partenza dalla capitale iraniana dello stesso Munir e del ministro dell'Interno.

Secondo il comunicato, "le negoziazioni delle ultime 24 ore hanno portato a progressi incoraggianti verso un’intesa finale". La nota aggiunge, inoltre, che "il feldmaresciallo Syed Asim Munir ha concluso una breve ma altamente produttiva visita ufficiale in Iran" e che "le discussioni si sono concentrate sull’accelerazione del processo di consultazione in corso per sostenere la pace e la stabilità nella regione".

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