L'eurodeputato tedesco Michael von der Schulenburg suggerisce che un'Europa senza Stati Uniti nella Nato ridurrebbe il rischio di essere trascinati in conflitti come la guerra contro l'Iran, promuovendo una maggiore sicurezza europea.
Un ritiro "improvviso" dei militari Usa dall'Europa è improbabile ma, se dovesse accadere, poco male: ridurrebbe il "rischio" che gli alleati europei vengano trascinati in una guerra iniziata dagli Stati Uniti d'America, come quella in corso contro l'Iran. A dirlo all'Adnkronos è Michael von der Schulenburg, eurodeputato del Bündnis Sahra Wagenknecht, un partito della sinistra tedesca nato da una scissione della Linke.
Von der Schulenburg, che ha lavorato per un trentennio per le Nazioni Unite in mezzo mondo (tra l'altro ad Haiti, in Pakistan, Afghanistan, Sierra Leone, Iraq e proprio in Iran), siede nella commissione Difesa del Parlamento Europeo ed offre una prospettiva europea di sinistra sul momento molto complicato che sta vivendo l'Alleanza atlantica, dopo gli attacchi di Donald Trump.
Per von der Schulenburg, è "improbabile" che gli Usa abbandonino la Nato, "poiché il presidente Donald Trump avrebbe bisogno del supporto del Congresso degli Stati Uniti. Tuttavia - osserva - con l'aumento delle tensioni transatlantiche e l'Ucraina, e con essa la Nato, che si trova ad affrontare la prospettiva della sconfitta, il peso politico e militare della Nato sta diminuendo".
Quando il segretario di Stato statunitense Marco Rubio "ha visitato l'Europa per chiedere supporto militare per l'apertura dello Stretto di Hormuz - ricorda von der Schulenburg - ha completamente aggirato la Nato. Mentre Trump accusa i membri europei della Nato di non aver sostenuto gli Stati Uniti quando necessario, gli europei riconoscono sempre più che potrebbero non essere più in grado di fare affidamento sugli Stati Uniti per la loro sicurezza".
"Non mi aspetto - continua l'europarlamentare del partito fondato da Sahra Wagenknecht, che siede tra i Non Iscritti perché la Linke, dalla quale si è scisso, è uno dei maggiori partiti della Left, e non è riuscito a formare un suo gruppo - un improvviso ritiro delle forze statunitensi dall'Europa. E, anche se dovesse accadere, non dovrebbe essere considerato allarmante".
Per von der Schulenburg, "un simile sviluppo potrebbe infatti ridurre il rischio che i membri europei della Nato vengano coinvolti in conflitti militari iniziati dagli Stati Uniti, come ad esempio la guerra contro l'Iran. Inoltre, ci sono poche ragioni per credere che la Russia rappresenti una minaccia concreta di invasione degli Stati membri dell'Ue".
Secondo von der Schulenburg, "un maggior numero di armi non porterà sicurezza all'Europa. Quello di cui abbiamo bisogno è il ripristino della pace nel continente europeo e la fine della guerra in Ucraina".
Questo, prosegue, "richiede che l'Ue e i suoi Stati membri pongano termine al loro rifiuto di impegnarsi in negoziati di pace con la Russia e riconoscano la loro responsabilità, condivisa con la Russia, per il mantenimento della pace in Europa".
Per l'europarlamentare, "la Carta di Parigi del 1990 per una Nuova Europa potrebbe servire da modello non solo per un accordo di pace, ma anche per lo sviluppo di un'architettura europea comune per la pace e la sicurezza, che non si basi su alleanze militari come la Nato". (di Tommaso Gallavotti)