Immersione killer alle Maldive, morti 5 italiani: ricercatrice Monica Montefalcone e la figlia tra le vittime

La tragedia nell'atollo di Vaavu, i connazionali stavano esplorando delle grotte a 50 metri di profondità. La docente, la biologa marina, l'istruttore subacqueo: chi sono le vittime

Immersione killer alle Maldive, morti 5 italiani. Nel riquadro - da sinistra a destra -Monica Montefalcone e sua figlia Giorgia Sommacal, Gianluca Benedetti, Muriel Oddenino e Federico Gualtieri - Fotogramma /Ipa /Unige /Albatros top boat /Facebook /Instagram
Immersione killer alle Maldive, morti 5 italiani. Nel riquadro - da sinistra a destra -Monica Montefalcone e sua figlia Giorgia Sommacal, Gianluca Benedetti, Muriel Oddenino e Federico Gualtieri - Fotogramma /Ipa /Unige /Albatros top boat /Facebook /Instagram
14 maggio 2026 | 17.20
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Cinque italiani sono morti nell'atollo di Vaavu, nelle Maldive, in seguito a un incidente avvenuto durante un'immersione subacquea. Lo ha riferito la Farnesina, precisando che i connazionali sarebbero deceduti per aver provato l'esplorazione di alcune grotte a 50 metri di profondità. La ricostruzione dell'incidente è ancora in corso da parte delle autorità delle Maldive.

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La Farnesina e l'ambasciata d'Italia a Colombo seguono il caso con la massima attenzione sin dalla prima segnalazione. La sede sta provvedendo a prendere contatto con i familiari delle vittime per fornire ogni necessaria assistenza consolare.

Chi sono le vittime

Le cinque vittime, a quanto si apprende, sono le due genovesi Monica Montefalcone e sua figlia Giorgia Sommacal, il padovano Gianluca Benedetti, i piemontesi Federico Gualtieri di Borgomanero e Muriel Oddenino, originaria di Torino.

Monica Montefalcone, ricercatrice Unige, aveva 51 anni, lavorava presso il Distav, Dipartimento di Scienze della Terra dell'Università di Genova. La figlia Giorgia aveva invece 23 anni. La giovane era una studentessa di ingegneria biomedica. Con Montefalcone lavorava anche la vittima 31enne Muriel Oddenino, biologa marina, ecologa e assegnista di ricerca. Benedetti era invece operations manager di Albatros Toap Boat e istruttore subacqueo.

La ricerca dei corpi

Le autorità delle Maldive ritengono che i corpi dei cinque sub italiani si trovino all'interno di una grotta sottomarina a circa 60 metri di profondità. E' quanto reso noto dalla Forza di difesa nazionale della Maldive, secondo la quale uno dei corpi è stato recuperato alle 18.13 ora locale (le 15.13 in Italia) da sub impegnati nelle operazioni di ricerca. La salma è stata poi trasferita al centro sanitario di Fulidhoo, nell'atollo di Vaavu.

Secondo quanto riferito dal sito d'informazione locale The Edition, le autorità militari hanno spiegato che il ritrovamento è avvenuto all'interno di una grotta sottomarina lunga circa 61 metri. Sulla base delle operazioni in corso, si ritiene che anche gli altri quattro dispersi possano trovarsi nello stesso punto.

La Forza di difesa nazionale delle Maldive ha precisato che l'area dell'intervento è ad altissimo rischio e sono stati inviati sul posto equipaggiamenti speciali per le operazioni di recupero, insieme nave della Guardia costiera 'Ghaazee', che resterà operativa sul posto fino al termine delle operazioni.

Alle Maldive le immersioni ricreative sono consentite fino a una profondità massima di 30 metri, mentre i sub coinvolti si sarebbero spinti a profondità superiori.

La ricostruzione

I cinque italiani erano scomparsi mentre partecipavano a un'attività subacquea organizzata da una barca safari, come hanno confermato le autorità locali al termine di una vasta operazione di ricerca.

Secondo la polizia maldiviana, l'allarme è scattato intorno alle 13.45 locali (le 10.45 in Italia), quando è stato segnalato che i cinque sub risultavano dispersi. Le ricerche - spiegano i media locali - sono state avviate immediatamente.

Sempre stando ai media del posto, le vittime si trovavano a bordo della 'Duke of York', un'imbarcazione gestita da operatori stranieri e specializzata in crociere subacquee. Le prime ricostruzioni indicano che il gruppo si fosse immerso in mattinata nei pressi di Alimathaa, una delle località più frequentate dagli appassionati di diving nell'atollo di Vaavu. L'equipaggio avrebbe lanciato l'allarme dopo che i sub non erano riemersi neppure a mezzogiorno.

Le ipotesi

Tra le ipotesi avanzate da alcuni esperti di immersioni c'è quella della cosiddetta 'tossicità da ossigeno' o iperossia, una condizione che può verificarsi con un'esposizione prolungata o ad alta pressione ad elevate concentrazioni di ossigeno durante immersioni profonde. Il fenomeno può provocare danni ai tessuti e colpire il sistema nervoso centrale, causando perdita di coscienza, convulsioni e altri gravi effetti neurologici. Al momento, tuttavia, si tratta soltanto di una possibilità non confermata dalle autorità.

A complicare le operazioni potrebbero essere state anche le condizioni meteorologiche. Nell'area dell'immersione era infatti in vigore un'allerta gialla diramata dal servizio meteorologico delle Maldive, a causa del mare mosso e del peggioramento del tempo.

Crociera partita il 10 maggio

La Duke of York, 36 metri di lunghezza, era salpata per una crociera di una settimana la scorsa domenica 10 maggio dal porto della capitale delle Maldive, Malè. La nave è della Luxury Yacht Maldives: la società ha una flotta di sei navi, fra Maldive ("Conte Max", "Dhoni Stella", "Ocean Sapphire", oltre alla "Duke of York") e Egitto ("Heaven Saphir" e "Tala"). Per l'Italia le prenotazioni sulla Duke of York sono gestite dalla Albatros Top Boat di Verbania: contattato dall'Adnkronos, il tour operator non ha voluto rilasciare dichiarazioni.

Alimathaa, l'isola dove sono morti

Alimathaa, l'isola nei pressi della quale sono morti i cinque italiani, è rinomata come una delle località più frequentate dagli appassionati di immersioni. L'isola, che ospita un rinomato resort privato, fa parte dell'atollo di Vaavu, a circa 65 chilometri a sud della capitale delle Maldive Malè, ed è raggiungibile tramite barca, con una navigazione di circa un'ora e 30, oppure con un volo in idrovolante di circa 20-30 minuti.

La zona, sebbene abbastanza vicina alla Capitale rispetto ad altre isole più remote, è una delle aree meno densamente abitate con poco più di 2mila abitanti, che vivono in solo 5 delle 19 isole che compongono l'arcipelago. Secondo molti, Alimathaa è considerata fra i migliori luoghi per le attività subascquee, immersioni notturne e "Kandu", parola in lingua dhivehi traducibile come "canale marino", passaggi naturali fra le barriere coralline degli atolli.

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