Merz accusa la Cina: "Valuta sottovalutata crea distorsioni inaccettabili"

Friedrich Merz accusa la Cina di mantenere la valuta artificialmente sottovalutata, generando distorsioni inaccettabili nel mercato globale.

Il cancelliere tedesco Friedrich Merz,  - Foto Bloomberg
Il cancelliere tedesco Friedrich Merz, - Foto Bloomberg
19 giugno 2026 | 17.20
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Il renminbi, la valuta cinese, è "artificialmente" sottovalutato e questo è un problema che va discusso e affrontato con Pechino. Lo ha sottolineato il cancelliere tedesco Friedrich Merz, in conferenza stampa a Bruxelles al termine del Consiglio Europeo.

Nel vertice, ha detto il cancelliere, "abbiamo parlato di squilibri geoeconomici. Rispettiamo e riconosciamo che, quando ci sono Paesi che investono massicciamente in ricerca e sviluppo, che fanno progressi tecnologici, accettiamo che la loro produttività sia superiore a quella europea".

Si tratta, ha aggiunto, "di una competizione che dobbiamo affrontare, una sfida con cui dobbiamo convivere. Dobbiamo impegnarci per migliorare e tornare a essere competitivi".

Ma, ha proseguito Merz, "quando vediamo sussidi elevati in settori che saturano i mercati, quando vediamo che singoli Paesi, che detengono il 13% o il 14% della domanda mondiale e allo stesso tempo hanno il 30% o il 40% della produzione industriale" mondiale, che "sovvenzionano le sovraccapacità, e quando tutto ciò è accompagnato da una valuta non liberamente convertibile, che non partecipa ai mercati dei capitali perché questi sono isolati, allora stiamo parlando di distorsioni che non sono accettabili".

"Dobbiamo discuterne - ha continuato - lo faccio quando viaggio nei Paesi con cui abbiamo rapporti commerciali e mi aspetto che questo venga accettato. Sul versante europeo e transatlantico abbiamo esperienza con i formati di dialogo sui tassi di cambio. Si tratta di esperienze positive che abbiamo avuto. Penso che sia nel nostro reciproco interesse affrontare questo argomento, perché una valuta mantenuta artificialmente bassa ha effettivamente un effetto sul potere d'acquisto a livello nazionale. Questo è un dialogo e una discussione che devono avere luogo: è nel nostro reciproco interesse", ha concluso.

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