Putin: sanzioni occidentali record ma inefficaci contro Russia

Putin dichiara che le sanzioni occidentali contro la Russia sono "da record" ma inefficaci, danneggiando di più chi le impone.

Vladimir Putin - Fotogramma-Ipa
Vladimir Putin - Fotogramma-Ipa
28 luglio 2026 | 14.40
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Il presidente russo Vladimir Putin ha affermato che le sanzioni occidentali contro la Russia non hanno raggiunto i loro obiettivi, pur essendo "da record", sia per portata che per inefficacia. Parlando a un incontro con i parlamentari della Duma di Stato al Cremlino, Putin ha dichiarato che l'Occidente ha intensificato la pressione sulla Russia dal 2022, senza però riuscire a indebolire il Paese.

"L'Occidente - ha affermato - ha messo la macchina russofoba a pieno regime, stabilendo un ‘record mondiale’. Questo è vero in due sensi: il numero delle cosiddette sanzioni e la loro futilità".

Ha sostenuto che le restrizioni hanno causato più danni ai Paesi che le hanno imposte che alla Russia. "Lo stesso vale per i danni che queste sanzioni causano, in primo luogo, a chi le ha imposte e promosse, nonché ai popoli di alcuni Paesi europei e di altri Paesi”, ha concluso Putin.

Il presidente russo ha accusato i Paesi occidentali di tentare di paralizzare l'economia russa e di minare il suo potenziale scientifico e industriale. "Inoltre, non essendo riusciti a sconfiggere la Russia sul campo di battaglia, ora ricorrono a metodi apertamente terroristici per muovere guerra al nostro popolo. Ma nessuno potrà mai spezzare il popolo russo", ha affermato.

Nonostante quello che ha definito un periodo difficile, Putin ha dichiarato che la Russia si è adattata alle pressioni esterne, continuando a perseguire obiettivi economici a lungo termine. Ha aggiunto che il governo continuerà a sostenere i settori chiave dell'economia, le imprese, l'occupazione e i programmi sociali, mantenendo al contempo la spesa per la difesa.

Giovedì scorso l'Ue ha approvato il suo 21esimo pacchetto di sanzioni contro la Russia, ampliando le restrizioni sui settori finanziario ed energetico del Paese. Le misure estendono il divieto di transazione del blocco ad altri 33 istituti di credito e finanziari russi, prendono di mira le piattaforme di criptovalute e impongono ulteriori restrizioni volte a limitare le entrate petrolifere russe.

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