Ucraina, missione italo-francese a Chernobyl a 40 anni dall'incidente

Organizzata nell'ambito della cooperazione tra Sesu e Capri Campus, studierà sul campo l'information warfare, incontrando gli attori che stanno plasmando la risposta di Kiev alle minacce ibride e alla disinformazione

Ucraina, missione italo-francese a Chernobyl a 40 anni dall'incidente
28 marzo 2026 | 18.31
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A 40 anni dall'incidente di Chernobyl, una delegazione italo-francese studia gli effetti degli ultimi attacchi e la "infowar". Una missione operativa e scientifica di alto livello che si terrà tra il 30 marzo e il 3 aprile nella regione di Kiev e nell’area di Chernobyl, con visite operative alle unità di soccorso e alle infrastrutture critiche, e che ha preso forma nel quadro della cooperazione internazionale avviata tra il Servizio di emergenza ucraino (Sesu) e il Capri Campus già dal 2023. Nella delegazione ci sono l'italiano Mario Scaramella, coordinatore del programma internazionale DSNS–Capri Campus, e i francesi Benoît Thieulin, già presidente del Consiglio nazionale francese su Intelligenza Artificiale e digitalizzazione, e Pierre Vallet, specialista in information warfare e sviluppo di tecnologie avanzate per la difesa.

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La missione intende aggiornare “in vivo” la teoria strategica della information warfare, analizzando direttamente il teatro ucraino. L'obiettivo è studiare sul campo la guerra dell’informazione (information warfare), incontrando i principali attori che stanno plasmando la risposta di Kiev alle minacce ibride e alla disinformazione. La delegazione interagirà con istituzioni pubbliche, centri di analisi strategica e organi di informazione indipendenti. D'altronde, mentre l'Europa sta ancora dibattendo sulla sua dottrina in materia di interferenza informativa, l'Ucraina vanta un vantaggio operativo di dieci anni: questa missione si propone di documentare tale competenza e di rafforzare i legami tra specialisti europei e ucraini.

Le analisi si concentreranno in particolare sull’area di Chernobyl, trasformata in un caso di studio unico al mondo. Oggi Chernobyl non è solo memoria storica, ma un laboratorio attivo di sicurezza globale, dove si sovrappongono rischio nucleare residuo, minacce militari (missili, droni), incendi boschivi con dispersione radiologica, vulnerabilità delle infrastrutture critiche. La delegazione visiterà l'unità Cnrn a Bila Tserkva, nonché la zona di esclusione di Chernobyl e Pripyat, dove il Capri Campus gestisce un laboratorio di addestramento per i rischi nucleari, radiologici, biologici e chimici. 

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