Conte alla Commissione Covid: "Mai illeciti, la mia Italia è un modello". Meloni: "Verità è un diritto degli italiani" - Video

L'ex presidente del Consiglio attacca la premier: "Si confronti con me ed eviti questi mezzucci". E aggiunge: "Lunedì ho depositato in Procura un verbale che mi è arrivato in forma anonima"

Giuseppe Conte - Camera dei deputati
Giuseppe Conte - Camera dei deputati
06 agosto 2026 | 15.10
LETTURA: 9 minuti

"Giuro di dire la verità sul mio onore. Non troverete miei comportamenti illeciti. Siamo stati un modello, nei fatti, in Italia e a livello internazionale". Giuseppe Conte, leader del Movimento 5 Stelle, si è presentato con queste parole davanti alla Commissione Covid per l'audizione di oggi, 6 agosto. "Questa Commissione è stata concepita come un plotone d'esecuzione nei miei confronti e, al contempo, anche come una gabbia di protezione per gli amministratori locali dei propri partiti. Si è detto che avessi paura di parlare davanti a questa commissione. Chi lo ha detto, non mi conosce", dice Conte.

"Potete scavare quanto volete: non troverete mai qualcosa di illecito per quel che mi riguarda, perché comportamenti illeciti non ci sono semplicemente mai stati che mi coinvolgono. Io ho svolto il mio compito, come la Costituzione impone, con disciplina, con onore e non permetto a nessuno di gettare ombre sulla gestione della pandemia, perché queste ombre che voi gettate finiscono per estendersi inevitabilmente anche sugli uomini e sulle donne dello Stato che si sono battuti per salvaguardare la comunità nazionale. Per non parlare poi delle famiglie, delle vittime, dei cittadini che hanno fatto enormi sacrifici per tutelare l'incolumità di tutti, a partire dai più fragili".

"Giuro sull'onore, sì, l'onore che qualcuno qui ha perso, permettetemi di dirlo, già durante la pandemia, quando anziché essere in prima fila a combattere con noi in trincea, si è rifugiato nelle polemiche sterili e nelle strumentalizzazioni più futili. L'onore che quel qualcuno non ha poi riguadagnato in occasione di questa commissione che è stata concepita, ormai è chiaro, come un plotone di esecuzione nei miei confronti e al contempo anche come una gabbia di protezione verso gli amministratori locali dei propri partiti", afferma, rivendicando le scelte e gli atti compiuti. "Ogni Dpcm le ambasciate lo traducevano e diffondevano e si diffondeva in tutte le cancellerie. Quando io incontravo i miei colleghi, me lo dicevano espressamente alcuni. Quindi siamo stati realmente un modello nei fatti in Italia e a livello internazionale".

L'attacco a Meloni: "E' lei la regista di tutto questo"

Nel centrodestra "vorrebbero farsi domande e darsi anche le risposte. Oggi questo non è stato possibile. Ma non dovete comunque chiedere a me se è andata bene oggi questa audizione, dovete chiederlo a Giorgia Meloni se è soddisfatta, perché lei è la regista di tutto questo". "Lei è la regista anche di questi attacchi, di questo plotone di esecuzione che viene portato e realizzato in commissione qui Covid, e ovviamente tutto quel circuito mediatico grazie a stampa e TV amiche che gettano fango da tempo per colpirmi politicamente".

"E allora -sottolinea il leader M5S- le mando un messaggio: visto che questi mezzucci hanno un corto respiro, perché poi arriva il momento in cui io ci sono, sto qui a parlare, a chiarire tante ore, addirittura neppure la maggioranza ha il coraggio di farmi le domande su quelle stupidaggini: mascherine, Di Donna... Ma chiariremo comunque tutto, ci ritorneremo anche a settembre. Allora dico, Giorgia Meloni, non è meglio che mi affronti politicamente? Su, via, in trasparenza. Io sono qui, confrontiamoci politicamente da esponenti politici seri, responsabili, e cerchiamo di evitare questi trucchetti, questi mezzucci, perché non portano da nessuna parte".

"Vorrei chiarire il punto del giuramento che mi sembra preliminare. Vorrei chiarire che io mi assumo con queste mie dichiarazioni la piena responsabilità giuridica di quello che dirò. Quindi non ho difficoltà a giurare", dice Conte aprendo l'audizione. "È una formula che mi consente di dire che mi espongo a tutte le conseguenze anche quelle pleno iure, direbbero i giuristi, per quanto riguarda gli elementi di cui sono a conoscenza e quindi oggi vengo qui consapevole di dover riferire in scienza e coscienza di tutti i fatti da me conosciuti. E aggiungo anche mi assumerò tutta, e mi sono sempre assunto, la responsabilità anche politica ovviamente delle mie condotte oltre che delle mie dichiarazioni", afferma.

"Io giuro -ribadisce- di dire la verità sul mio onore. Potete scavare quanto volete: non troverete mai qualcosa di illecito per quel che mi riguarda, perché comportamenti illeciti non ci sono semplicemente mai stati che mi coinvolgono. Io ho svolto il mio compito, come la Costituzione impone, con disciplina, con onore e non permetto a nessuno di gettare ombre sulla gestione della pandemia, perché queste ombre che voi gettate finiscono per estendersi inevitabilmente anche sugli uomini e sulle donne dello Stato che si sono battuti per salvaguardare la comunità nazionale. Per non parlare poi delle famiglie, delle vittime, dei cittadini che hanno fatto enormi sacrifici per tutelare l'incolumità di tutti, a partire dai più fragili", prosegue in un altro passaggio.

"Traggo da questa esperienza l'orgoglio di aver rappresentato una grande comunità nazionale che ha saputo riconoscersi in un comune destino, dimostrando un fortissimo senso di coesione ma anche di responsabilità. Non l'abbiamo scritto, ma fateci caso: la popolazione ha condiviso un patto, la popolazione ha condiviso un patto proposto dal Governo accettando di assoggettarsi alle restrizioni necessarie a realizzare l'obiettivo comune di combattere il virus e conquistare la salvezza". "E la mia comunicazione - ha aggiunto l'ex premier - ogni volta ha cercato di rinnovare questo patto, di mantenerlo vivo. Qualcuno ha detto che facevo troppe conferenze stampa, troppi comunicati, qualcuno forse ha detto che ne dovevo fare ancora di più. Ma quella comunicazione è stata fondamentale per mantenere vivo il patto coi cittadini. Perché nel momento stesso in cui fosse calato il grado di fiducia da parte dei cittadini, sarebbero aumentate ovviamente le violazioni delle regole".

"Dove eravate durante la pandemia? Cosa avete fatto? Quali erano le vostre posizioni? La vostra presidente, Giorgia Meloni, andò nelle trasmissioni televisive a darmi del criminale. Ma qual è stato il contributo dell'opposizione? Io rispondo del mio contributo. Ma voi pensate che una forza di opposizione non abbia nessuna responsabilità di fronte al Paese?'' ha detto il leader M5S, Giuseppe Conte, durante la sua audizione in commissione Covid. ''Chi è un esponente politico - ha avvertito l'ex premier - ha comunque una responsabilità politica''. Conte si è quindi sfogato così: ''Mi avete accusato di tutto, qui e altrove, alimentando un circuito mediatico, solo per attaccare me". Un "circuito parossistico fuorviante e distorsivo che ha creato un cono d'ombra su tutto il resto".

"Non è vero che quando siamo andati via la campagna vaccinale si era avviata con risultati modesti. Falso, detto, ripetuto, perché bisognava preparare il Governo dei migliori" aggiunge. "Delle volte in Italia ci buttiamo giù e quando c'è qualche gratificazione da prendere non ce la prendiamo... I protocolli, firmati con le imprese, e le nostre misure economiche sono state copiate da Spagna, Francia, Grecia, recepite dall'Ue, e anche dall’Oms, adottati come strumenti di mitigazione del rischio. Ogni volta che adottavamo un Dpcm, le ambasciate lo traducevano e si diffondevano in tutte le cancellerie. Quindi, siamo stati realmente un modello, nei fatti, in Italia e a livello internazionale''.

L'audizione si è conclusa in serata e la prossima è stata fissata per il 14 settembre.

La replica di Meloni: "Verità su pandemia è un diritto degli italiani"

"Giuseppe Conte sostiene che la Commissione Covid sarebbe un 'plotone di esecuzione' orchestrato contro di lui. Solo che, a differenza sua, non mi interessa gettare fango su nessuno, né trasformare una tragedia che ha segnato milioni di italiani in un terreno di scontro personale. Questo, semmai, è stato troppo spesso il metodo del Movimento 5 Stelle: sostituire la ricerca della verità con il sospetto e l’insinuazione. Colpisce che, pur di sostenere questa tesi, si arrivi perfino a delegittimare il lavoro della Commissione e di quei giornalisti che, in questi anni, hanno cercato di ricostruire fatti, decisioni e responsabilità, liquidandoli come parte di un presunto disegno contro di lui". Lo scrive il presidente del Consiglio Giorgia Meloni su Facebook. "Quello che dovrebbe interessare tutti, e che interessa soprattutto agli italiani, è una cosa molto più semplice: conoscere tutta la verità su ciò che è accaduto durante la pandemia, fare piena luce sulle decisioni assunte, sulla gestione dell’emergenza, sull’utilizzo delle ingenti risorse pubbliche impiegate e accertare eventuali responsabilità, ovunque esse siano", prosegue.

"Non è un processo a una persona, tutt’altro. E francamente non capisco perché l’ex Premier Giuseppe Conte non si sia unito fin dall’inizio al coro di chi chiedeva risposte alle troppe domande rimaste senza risposta e abbia invece scelto di mettersi sulla difensiva o, come nelle sue ultime dichiarazioni, di 'buttarla in politica'. Non è un processo verso una persona, ma un dovere verso una Nazione che ha pagato un prezzo altissimo. La verità sulla pandemia non è un attacco politico. È un diritto degli italiani".

Il verbale in forma anonima e il giallo dei 100 milioni

'"Lunedì sono stato in Procura, ho depositato un verbale che mi è arrivato in forma anonima'' ha detto Conte. Si tratta di ''un verbale che consta di 10 pagine. Non ce l'avevo prima, altrimenti l'avrei prodotto prima e appena pervenutomi con lettera anonima l'ho esaminato e ho ritenuto che fosse degno di essere segnalato alla procura di Roma. Quindi voglio che rimanga agli atti e per questo informo tutti i commissari che lunedì sono stato alla procura di Roma a consegnare questo documento che poi verrà allegato''.

"La Presidenza del Consiglio deve chiarire, e così anche il Ministro della Sanità, come è stato possibile dare 100 milioni a un imprenditore privato che fatturava somme modestissime, senza attendere il giudizio di appello e procedimento cautelare. Cento milioni dei nostri soldi. È una vicenda che considero assolutamente singolare. Questo documento tra le mie mani l'ho portato in Procura. La Procura deve accertare, e invito e diffido la presenza del Consiglio e Ministero della Salute a sospendere subito il pagamento di 100 milioni Perché quella vicenda va assolutamente chiarita, perché quella vicenda è assolutamente opaca e non ha una spiegazione".

Il ruolo del Pnrr

Con il Pnrr, aggiunge Conte, "noi abbiamo impresso una svolta all'Europa, un wendepunkt dicono i tedeschi, un punto di svolta rispetto alla storia dell'Europa che vale quanto il Trattato di Maastricht, perché ha introdotto un piano di intervento nel segno della solidarietà, ma è successo sul debito pubblico comune, con tutti i tabù che esistevano".

"Da Berlusconi grande senso di responsabilità, da altri attacchi violenti"

"Ci sono tanti politici, anche non appartenenti alle forze di maggioranza, che non avevano la diretta responsabilità di sostenere il governo" ha detto il leader del M5S. "Ne ho conosciuti tanti con grande senso di responsabilità, che si sono resi disponibili al confronto, hanno offerto anche suggerimenti, collaborazione. Faccio un nome: Silvio Berlusconi. Sapete che ha espresso la visione della politica per più di un verso diametralmente opposta alla mia. E sapete anche che la sua vicenda politica è stata costellata da scontri ruvidi, anche ruvidissimi col Movimento 5 Stelle. Però io ero in difficoltà ad ammettere che, nel momento in cui ci siamo confrontati al telefono durante la pandemia, ho trovato un uomo responsabile, una forza politica, un esponente politico che si lasciava aggiornare e dimostrava un senso di responsabilità e chiara consapevolezza che l'obiettivo prioritario doveva essere la salvaguardia del Paese".

"Altri - ha sottolineato Conte - hanno dimostrato di concepire la politica in senso smithiano. Qui ci siamo noi ed esistono loro, i nemici da battere, da far cadere anche durante la pandemia, non importa quale siano le conseguenze che ci saranno sul paese.. Eppure la pandemia è stata l'occasione di una tregua. Anzi -ha avvertito l'ex premier- hanno affrontato ancor di più questo momento con attacchi sempre più virulenti con polemiche alzando più che mai i toni il livello dello scontro''.

Riproduzione riservata
© Copyright Adnkronos
Tag
Vedi anche


SEGUICI SUI SOCIAL

threads whatsapp linkedin twitter youtube facebook instagram

ora in
Prima pagina
articoli
in Evidenza