Csm, Guzzetta: "Non siamo all'altezza dei Costituenti, Mattarella ha tracciato la linea tra critica e insulto"

"Non dimentichiamoci che all'epoca in cui scrivono la Costituzione, una larga fetta degli elettori era composta da analfabeti!"

Csm, Guzzetta:
18 febbraio 2026 | 17.34
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Il capo dello Stato Sergio Mattarella è intervenuto oggi al plenum del Consiglio superiore della magistratura per interrompere il cortocircuito pericoloso di polemiche sul Referendum giustizia innescate sia dal fronte del 'sì' che da quello del 'no'. "Credo che l'intervento del Presidente della Repubblica sia stato ineccepibile e assolutamente opportuno in un contesto in cui la campagna referendaria non si sta affatto mostrando all'altezza delle speranze dei Costituenti. Ci dimentichiamo che la scelta di consentire al corpo elettorale di esprimersi su una revisione costituzionale e quindi su una materia per definizione estremamente complessa e delicata è stato un grande atto di fiducia nei confronti dei cittadini, anche di coloro che non hanno competenze specifiche", ha commentato all'Adnkronos il costituzionalista Giovanni Guzzetta, strenuo sostenitore dello strumento referendario tanto da essere stato soprannominato 'l'alchimista' per il ruolo detenuto nella campagna referendaria di Mario Segni.

Guzzetta, giurista e professore ordinario di Diritto costituzionale a Tor Vergata, ricorda: "I costituenti erano evidentemente convinti che il dibattito pubblico sarebbe stato in grado di far comprendere a tutti il merito delle questioni per consentire a ciascuno di scegliere liberamente e con cognizione di causa. E non dimentichiamoci che all'epoca in cui i costituenti scrivono la Costituzione, una larga fetta degli elettori era composta da analfabeti!". E rimarca: "A me sembra che l'intervento del Presidente sia rivolto soprattutto a coloro che hanno la responsabilità di confrontarsi per rendere quanto più chiari possibili i nodi delle scelte".

"In un contesto in cui la campagna elettorale sta assumendo tratti barbari all'insegna della disinformazione, e che certamente non è all'altezza di quanto auspicato dai costituenti, ci voleva un intervento del genere che traccia una linea di confine chiara tra le critiche legittime di cui ha parlato il Presidente della Repubblica e gli insulti, di cui purtroppo fin troppo sentono parlare gli italiani con l'effetto che anziché chiarire si aumenta la confusione e lo smarrimento. Ovviamente il richiamo del Presidente della Repubblica vale innanzitutto per coloro che hanno più responsabilità in questa opera di chiarimento. Infine, mi sembra molto rilevante che il presidente abbia ricordato a tutti che nessuna istituzione è esente da 'difetti lacune ed errori' e che ciascuno dovrebbe impegnarsi con gli strumenti che ritiene più opportuno per correggerli. Sia egli sostenitore del sì che del no", conclude. (di Roberta Lanzara)

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