Tra gli argomenti oggetto di interrogazione anche la fuga dei giovani dall'Italia e il Mezzogiorno
Dalla pressione fiscale alla fuga dei giovani, passando per energia e piano casa. Giorgia Meloni oggi, mercoledì 13 maggio, torna nell’Aula del Senato per il question time, in una giornata che avrà al centro soprattutto i temi economici. Alle 16.30 la presidente del Consiglio sarà a Palazzo Madama per le interrogazioni a risposta immediata dei gruppi parlamentari. E sarà proprio l’economia - tra crescita, costo della vita e politiche per famiglie e imprese - il terreno principale degli interventi in Aula e delle risposte della premier.
La Lega incentra invece la sua interrogazione sul tema della casa, definito una priorità strategica dell’esecutivo. Il partito rivendica il “Salva Casa” e il nuovo Piano Casa presentato dal ministro Salvini, che punta a rendere disponibili circa 100 mila alloggi in dieci anni attraverso edilizia pubblica, sociale e convenzionata. Viene sottolineato il recupero di circa 60 mila alloggi popolari oggi inutilizzabili e la promozione della formula “rent to buy”. La Lega collega l’emergenza abitativa anche alla denatalità, alla sicurezza urbana e al disagio del ceto medio, ricordando che l’85,6% dei giovani tra 16 e 29 anni vive ancora con i genitori. Nel quesito si chiede quali effetti economici e sociali il governo ritenga di poter ottenere dal rafforzamento delle politiche abitative.
Fratelli d’Italia difende invece l’operato del governo sul fronte fiscale. E accusa le opposizioni di alimentare una “narrazione distorta” sull’aumento della pressione fiscale, sostenendo che essa derivi in realtà dalla crescita dell’occupazione, dall’emersione del sommerso e dal recupero dell’evasione. Fdi rivendica i risultati della riforma fiscale, dalla riduzione degli scaglioni Irpef all’estensione della flat tax, e sostiene che l’obiettivo resti quello di “tagliare le tasse in modo equo e sostenibile”, soprattutto per il ceto medio. La domanda alla premier riguarda il futuro del percorso di riduzione del carico fiscale e la costruzione di “un sistema tributario più semplice, più giusto e più favorevole alla crescita”.
Forza Italia concentra infine l’attenzione sul Mezzogiorno e sulle politiche di coesione. Gli azzurri rivendicano la Zes unica, il credito d’imposta e la quota Sud del Pnrr, sostenendo che il governo abbia trasformato il Sud in una “piattaforma europea” nel Mediterraneo. Nell’interrogazione vengono citati i 96,5 miliardi destinati al Mezzogiorno nell’ambito delle politiche di coesione e il 41,1% delle risorse territorializzabili del Pnrr assegnate al Sud. Alla presidente del Consiglio viene chiesto come il governo intenda consolidare l’attrattività del Mezzogiorno e se siano previste ulteriori iniziative per sostenere anche altre aree del Paese.
Azione punta il dito contro il rallentamento dell’economia italiana, ricordando il taglio delle stime di crescita da parte della Banca d’Italia e il terzo anno consecutivo di calo della produzione industriale. Nell’interrogazione si insiste soprattutto sul nodo energetico, accusando le grandi società della distribuzione di beneficiare di “rendite monopolistiche” e denunciando il prezzo dell’energia idroelettrica e geotermica, definito “drogato”. Il partito di Carlo Calenda rilancia il tema del nucleare come “condizione essenziale” per l’autonomia energetica del Paese. Un tema che, non a caso, è stato al centro anche del vertice di maggioranza della scorsa settimana a Palazzo Chigi tra Giorgia Meloni e gli altri leader della maggioranza, dedicato proprio alla crisi energetica e alla necessità di “accelerare il percorso verso il nucleare” per ridurre la dipendenza dall’estero. Azione inoltre richiama la crisi dell’automotive - con il crollo della produzione Stellantis - e chiede al governo una “cabina di regia permanente”, aperta anche alle opposizioni, per gestire le emergenze economiche, industriali, energetiche e della difesa.
Il Movimento 5 Stelle concentra l’attacco sulla stagnazione industriale e sul ritorno dell’austerità. Nel testo dei senatori M5S vengono citati il calo della produzione industriale, la perdita di potere d’acquisto dei salari e l’aumento del rapporto debito/Pil previsto dal Documento di finanza pubblica. I pentastellati accusano il governo di avere firmato il nuovo Patto di Stabilità europeo, comprimendo gli investimenti pubblici mentre sostiene le spese legate al piano Rearm Eu. Al governo viene chiesto se ritenga “fallita” la propria strategia economica e quale politica energetica intenda adottare per ridurre il costo delle bollette e sostenere imprese e famiglie.
Alleanza Verdi e Sinistra porta in Aula il tema della fuga dei giovani dall’Italia, parlando apertamente di “esodo”. L’interrogazione cita i dati Istat secondo cui nel 2024 oltre 190 mila persone hanno lasciato il Paese e più del 70% degli espatriati ha tra i 18 e i 39 anni. Avs sottolinea che tra il 2011 e il 2024 oltre 600 mila giovani italiani si sarebbero trasferiti all’estero per studio o lavoro, denunciando salari bassi, precarietà e scarsa valorizzazione delle competenze. Viene richiamato anche uno studio Eurispes che descrive l’Italia come “un Paese con Pil da economia avanzata e condizioni per i giovani da periferia europea”. La richiesta al governo è di indicare iniziative urgenti per fermare l’emigrazione giovanile e creare condizioni salariali e occupazionali più favorevoli.
Il Partito Democratico presenta l’interrogazione più dura nei confronti dell’esecutivo, parlando di “fallimento dell’azione di governo”. Il Pd elenca il calo del potere d’acquisto, l’aumento della pressione fiscale al 43,1%, la crescita della povertà assoluta e delle rinunce alle cure sanitarie, oltre alla crisi industriale e al rallentamento dell’occupazione. Nel testo si sostiene che il governo abbia lasciato crescere il lavoro povero rifiutando il salario minimo e si denuncia un aumento delle disuguaglianze, con il 5% delle famiglie più ricche che possiede quasi metà della ricchezza nazionale. Netto anche l’attacco sul Piano Casa, definito “un provvedimento privo di risorse e di sola propaganda”. Il Pd chiede quali misure urgenti il governo intenda adottare per salari, pensioni, sanità, crescita industriale e autonomia strategica europea.
Italia Viva sintetizza il proprio affondo in pochi punti: aumento della pressione fiscale, crescita dei costi energetici e del carrello della spesa, erosione del potere d’acquisto e produzione industriale in calo. Il partito di Matteo Renzi sostiene che il contesto geopolitico rischi di aggravare ulteriormente la situazione economica maturata negli ultimi tre anni e mezzo. Alla premier viene chiesto di indicare “le tre principali misure economiche” che il governo intende adottare nell’ultimo anno di legislatura e quante risorse del Pnrr siano state effettivamente spese.