Avvocati a confronto a Roma in vista del referendum sulla riforma della giustizia. “Sappiamo di avere fra di noi chi sostiene le ragioni del Sì e chi sostiene quelle per il No e la pluralità di opinioni è un bene per il mondo dell’avvocatura” ha detto l’avvocato Giuseppe Belcastro, presidente della Camera penale di Roma e rappresentante del Comitato per il SI di Ucpi aprendo il dibattito che si è svolto questo pomeriggio alla libreria ‘Passaparola’, moderato dal giornalista Rai Pasquale Notargiacomo. Illustrando le ragioni per il Sì, Belcastro ha sottolineato come la riforma sia “necessaria”.
“Credo che la nostra magistratura sia enormemente qualificata ma il sistema attuale crea storture e la struttura stessa dei processi impone che chi accusa e chi giudica siano separati” ha spiegato il presidente della Camera penale di Roma mettendo in guardia dal pericolo di dividersi per ragioni politiche. “Ma in quale norma di questa riforma è scritto che il pm andrà sotto l’influenza della politica? Sulla separazione delle carriere spaccarsi fra destra e sinistra è un errore strategico” ha sottolineato.
Sul fronte opposto invece l’avvocato Franco Moretti, presidente del ‘Comitato Avvocati per il No’, secondo cui quella della separazione delle carriere è solo “un’etichetta”, perché oggi “il giudice quasi nella metà dei casi dà torto al pm. La finalità di questa riforma - ha sottolineato Moretti - è l’invadenza della politica sulla magistratura. Il messaggio è ‘nessun giudice ci fermerà’”. A esprimere le ragioni del No è intervenuto anche il professor Giuseppe Corasaniti, ordinario di Filosofia del diritto, si è detto “molto preoccupato”, a partire dal sistema del sorteggio che verrebbe introdotto per il Csm. “Con questa riforma - ha detto- ci aspetta un panorama assolutamente incerto”. Punto questo non condiviso dall’avvocato Salvatore Sciullo, vicepresidente della Camera Penale di Roma, secondo cui invece “il sorteggio è un modo per evitare le indebite interferenze delle correnti nella magistratura”. Per Sciullo dunque è “necessario votare Sì per completare il sistema accusatorio del giusto processo che prevede equità ed effettiva terzietà del giudice”.