Sentito ancora una volta il marito e padre di Antonella Di Ielsi e Sara Di Vita, decedute nel dicembre scorso per un avvelenamento da ricina. Questa volta c'è stato il confronto con la ricostruzione di una donna
Sei ore di deposizioni e un lungo confronto per chiarire alcune divergenze, emerse nelle dichiarazioni rese in passato. Sono terminati alle 17 di oggi, giovedì 20 agosto, gli interrogatori di Gianni Di Vita e di una sua amica, un'insegnante, convocati negli uffici della Questura di Campobasso nell'ambito dell'inchiesta sulla morte di Antonella Di Ielsi e della figlia quindicenne Sara Di Vita, decedute tra il 27 e il 28 dicembre scorso a causa di un avvelenamento da ricina.
Gianni Di Vita e la donna erano arrivati a metà mattinata per essere nuovamente ascoltati dagli investigatori. Secondo quanto si è appreso, i due sarebbero stati messi a confronto su alcuni passaggi non coincidenti delle rispettive ricostruzioni, fornite durante le precedenti audizioni.
Sul fronte tossicologico, sono emersi i risultati preliminari degli esami condotti dal Robert Koch Institut di Berlino sui campioni ematici di Gianni e dell'altra figlia, Alice Di Vita: test che avrebbero dato esito negativo, escludendo una precedente esposizione alla tossina.
La procuratrice capo di Larino, Elvira Antonelli, ha però precisato che non esiste ancora una comunicazione formale sulla positività o negatività anticorpale alla ricina, trattandosi di accertamenti particolarmente impegnativi, affidati a un team italo‑tedesco.