Strage ferroviaria di Viareggio, condanne definitive: Moretti si è costituito in carcere ieri sera

L'ex ad di Ferrovie dello Stato e Rete Ferroviaria italiana condannato a cinque anni di reclusione. Confermate inoltre le condanne anche per altri 10 imputati

Parenti delle vittime della strage di Viareggio - Fotogramma
Parenti delle vittime della strage di Viareggio - Fotogramma
26 giugno 2026 | 11.04
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Si è costituito in carcere ieri, in tarda serata, l’ex amministratore delegato di Ferrovie dello Stato e Rete Ferroviaria Italiana Mauro Moretti dopo che i giudici della Cassazione hanno reso definitive le condanne per gli imputati nel processo per la strage ferroviaria di Viareggio del 29 giugno 2009, in cui persero la vita 32 persone e oltre un centinaio rimasero ferite.

I giudici della Quarta sezione penale della Cassazione, accogliendo le richieste della procura generale della Suprema Corte, ieri hanno rigettato i ricorsi presentati dagli imputati contro la sentenza dell’appello ter che aveva confermato, tra gli altri, la condanna a cinque anni di reclusione per Moretti. Confermate inoltre le condanne anche per altri 10 imputati, tra ex dirigenti e tecnici delle società coinvolte nella gestione e manutenzione del convoglio deragliato.

Il processo di Appello Ter era nato da una decisione della Corte di Cassazione che nel gennaio 2024 aveva confermato la responsabilità penale degli imputati, ma imposto un nuovo giudizio d'appello limitatamente alla quantificazione delle pene. Il nodo centrale era la corretta applicazione delle attenuanti generiche: nella sentenza del 2022 erano state concesse nella misura minima di un nono, mentre le difese chiedevano una riduzione massima, pari a un terzo della pena.

La Corte di Appello fiorentina aveva respinto le richieste degli imputati confermando le pene. "Per mantenere sanzioni il più possibile adeguate alla gravità eccezionale dei fatti, arrivati ad un accertamento definitivo, questo collegio ritiene che la diminuzione da riconoscere a ogni imputato non possa esser superiore ad un nono della pena base determinata per ciascuno degli imputati", avevano scritto i giudici nelle motivazioni della sentenza emessa a maggio di un anno fa dalla Corte d'appello di Firenze nel processo Ter. Ieri sera la conferma della Cassazione.

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