Mps, fonti: "Ipotesi 'smembramento' Bpm e nodo extra-dividendo, doppia Ops non esente da rischi"

Fonti finanziarie ascoltate dall’AdnKronos ritengono plausibile che, nell’ambito delle operazioni approvate dal CdA di Mps su Banco Bpm e Banca Generali, possa rientrare in gioco anche Crédit Agricole

Monte dei Paschi
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20 agosto 2026 | 20.20
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Via libera del Cda del Monte alla doppia offerta su Banco Bpm e Banca Generali. E la partita più complessa resta quella legata alla strategia difensiva di Lovaglio, soprattutto per la posizione di Crédit Agricole, primo azionista di Piazza Meda con una quota vicina al 30%. Il gruppo francese aveva già espresso la propria contrarietà a una combinazione tra Banco Bpm e Mps, contribuendo alla chiusura delle trattative esplorative tra i due istituti, annunciata il 31 luglio.

Perché la nuova operazione su banco Bpm possa avere concrete possibilità di successo, sarà quindi decisivo capire se Lovaglio sia riuscito a riaprire un canale con i francesi e, soprattutto, a mettere sul tavolo una proposta capace di modificarne la posizione.

È proprio su questo punto che si concentra la questione. Per evitare di “smembrare” Mps, si potrebbe infatti finire per smembrare Banco Bpm. Fonti finanziarie ascoltate dall’AdnKronos ritengono plausibile che, nell’ambito delle operazioni approvate dal CdA di Mps su Banco Bpm e Banca Generali, possa rientrare in gioco anche Crédit Agricole.

Secondo quanto si apprende dalle stesse fonti, una volta completata l’Ops di Mps su Banco Bpm, il gruppo francese potrebbe acquisire una parte delle filiali dell’istituto. In questo modo, Crédit Agricole non resterebbe a bocca asciutta: oltre a ottenere asset di interesse, potrebbe ritrovarsi tra i principali soci della nuova banca nata dall’integrazione tra Mps, Banco Bpm e Banca Generali.

Un altro azionista di peso sarebbe poi Generali. Aderendo all’Ops di Mps su Banca Generali, sempre quanto apprende l'AdnKronos dalle stesse fonti, il Leone entrerebbe infatti nell’azionariato della nuova entità che, a sua volta, manterrebbe una partecipazione di primo piano in Generali, attraverso l’attuale quota del 13,32% detenuta da Mps tramite Mediobanca.

Resta infine la promessa di Lovaglio di riconoscere un “extra-dividendo” agli azionisti di Mps. Ed è proprio qui che si apre un ulteriore interrogativo: come verrà finanziato? Mps potrebbe vendere una parte della propria partecipazione nel Leone di Trieste? E, soprattutto, a chi potrebbe essere ceduta? Sono domande che, secondo le stesse fonti finanziarie, potrebbero essere decisive per capire la reale struttura dell’operazione.

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