"Che caldo!": è il tormentone di questi giorni con i termometri che scottano e l'afa che non concede tregua in diverse città d'Italia. Ma le alte temperature non mettono in difficoltà solo gli umani, ma anche gli animali di casa. A differenza nostra, i cani non sudano attraverso la pelle per tutta la superficie corporea, ma solo dai polpastrelli. Il loro sistema di raffreddamento si basa principalmente sullo scambio di aria a livello polmonare e sul passaggio di aria fresca intorno a loro, spiega la Lav - Lega Anti Vivisezione, avvertendo che anche i cani sono a rischio colpo di calore.
"Le ondate di calore rappresentano un rischio concreto per cani e gatti e il colpo di calore è un'emergenza che non va mai sottovalutata: può uccidere", sottolinea all'Adnkronos Alessandra Ferrari, responsabile animali familiari Lav. "Per questo è fondamentale che chi vive con loro adotti semplici ma indispensabili accorgimenti: garantire sempre acqua fresca e pulita, mettere a disposizione ambienti ombreggiati e ben ventilati e non lasciare mai un animale chiuso in auto, neanche per pochi minuti. Per i cani è importante evitare le passeggiate nelle ore più calde della giornata: spesso si sottovaluta quanto l'asfalto possa diventare rovente, provocando ustioni ai polpastrelli, e il fatto che, essendo molto più vicini al suolo rispetto a noi, sono investiti direttamente dal calore che si sprigiona dalla superficie".
"Anche i gatti non sono immuni al caldo: è fondamentale - il consiglio di Ferrari - evitare che rimangano in ambienti o spazi esterni completamente esposti al sole, come balconi, terrazzi o verande, e assicurarsi che abbiano sempre la possibilità di trovare zone fresche e ben ventilate dove rifugiarsi. Proteggere gli animali dal caldo significa assumersi una responsabilità quotidiana: comportamenti apparentemente banali possono mettere seriamente a rischio la loro vita, mentre poche attenzioni possono fare la differenza". Tra le altre raccomandazioni anche quelle di bagnare loro i polpastrelli con un panno umido e aumentare la quantità di cibo umido, rispetto al secco, per favorire l’idratazione.