Papa Leone e la malattia, Vaia: "Oggi chi affronta un cancro si sente un po' meno solo"

"Il suo messaggio ci invita a riflettere, ricorda a noi sanitari che l'ascolto e l'umanità devono restare al centro. Curare significa esserci"

Papa Leone e la malattia, Vaia:
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17 ottobre 2026 | 16.28
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"Le parole di Papa Leone sulla malattia e il suo messaggio di trasparenza ci invitano a riflettere. Chi affronta una malattia oncologica può sentirsi oggi un po' meno solo". Così sui social Francesco Vaia, componente vicario dell'Autorità Garante nazionale dei diritti delle persone con disabilità, già direttore generale dell'Istituto nazionale per le malattie infettive L. Spallanzani di Roma e direttore generale Prevenzione del ministero della Salute.

"Ma le tante testimonianze ricevute - aggiunge Vaia - raccontano anche una realtà difficile: liste d'attesa interminabili, vissute come una profonda ingiustizia, medici difficili da contattare e pazienti che non si sentono ascoltati. Anche noi, medici, infermieri e operatori sanitari, dobbiamo interrogarci. I carichi di lavoro sono pesanti, il personale è insufficiente, ma l'ascolto, il rispetto e l'umanità devono restare al centro della cura. A tutti noi, e soprattutto a chi ha responsabilità nella sanità, rivolgo un appello: impegniamoci di più. Perché curare significa anche esserci".

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