Ci vorrà ancora un po' di tempo, si sta valutando se c'è una costruzione recente. Il presidente della Commissione parlamentare sul caso Orlandi-Gregori: "Interessati agli sviluppi, la pista legata alla Banda della Magliana non è scartata"
"Sono ripresi gli scavi alla casa del Jazz, si sta lavorando sulla frana, sebbene il terreno sembri essere abbastanza consistente. Ci vorrà ancora un altro po', il muro di accesso era stato buttato giù e sono in corso verifiche sugli altri muri evidentemente molto più risalenti nel tempo". Lo spiega all'Adnkronos il prefetto di Roma Lamberto Giannini, relativamente agli scavi in Villa Osio, ripresi oggi, giovedì 12 marzo, dopo un nuovo blocco dei lavori.
"Sul posto ci sono archeologi della Sapienza, personale della Sovraintendenza - aggiunge - Si sta valutando se c'è una qualche costruzione recente, ogni volta che si procede si dà il via alle opportune veriche. La tempistica non è esatta, ma gli scavi continueranno".
C'è "interesse" da parte della Commissione parlamentare di inchiesta sulla scomparsa di Emanuela Orlandi e di Mirella Gregori ad essere "informata" qualora dagli scavi alla casa del jazz dovessero emergere profili "utili" al lavoro dell'organismo parlamentare anche perché ad oggi, tra le piste, quella legata alla banda della Magliana e in particolare a Enrico De Pedis "non è stata scartata". Lo afferma all'Adnkronos il presidente della stessa Commissione parlamentare di inchiesta, senatore Andrea De Priamo, nel giorno in cui sono ripresi gli scavi alla casa del jazz e all'indomani della notizia della lettera inviata da De Priamo al prefetto Giannini proprio sull'attività in corso sotto quella che un tempo fu la villa di Enrico Nicoletti, ritenuto cassiere della banda della Magliana, poi confiscata.
"Confermo di aver ritenuto opportuno scrivere una nota al prefetto, un'iniziativa che ho preso a titolo personale ma che ho ritenuto utile e giusto condividere con l'Ufficio di presidenza della Commissione - sottolinea De Priamo - Un'iniziativa che vuole evidenziare, ovviamente, l'interesse da parte della Commissione tutta ad essere informata qualora da questi scavi dovesse emergere, sotto qualunque aspetto, qualcosa di utile per i lavori della Commissione". "Nei nostri lavori, ad oggi, non emerge alcun collegamento con quel luogo specifico", riferisce il presidente che però osserva: "La nostra indagine è legata anche al caso di Mirella Gregori, troppo spesso dimenticata, ma in particolare per quanto riguarda il caso di Emanuela Orlandi è noto che una delle piste è quella legata all'eventuale ruolo di Enrico De Pedis: in relazione a questa pista potrebbe esservi qualche aspetto di interesse rispetto agli scavi (alla casa del jazz ndr) presso quella che è stata la residenza di Nicoletti fermo restando che, a quanto ci risulta, Nicoletti è entrato in possesso di quei luoghi successivamente alla scomparsa di Emanuela".
"Questo però non può escludere, ad esempio, il ritrovamento di documenti che potrebbero essere di interesse per la Commissione. Naturalmente si tratta di ipotesi - spiega il presidente - ma è proprio per questo che abbiamo ritenuto opportuno palesare il nostro interesse al prefetto, che sta svolgendo questa attività con grande professionalità".
L'attività legata agli scavi alla casa del jazz "non ci vede impegnati in forma diretta, ma quello che noi potevamo fare era evidenziare il nostro interesse rispetto ad eventuali profili di rilievo per la nostra indagine che, al momento, ovviamente non conosciamo". Del resto, spiega De Priamo, tra le varie piste quella legata alla banda della Magliana e in particolare a De Pedis "ad oggi non è scartata" dall'organismo parlamentare.
Gli scavi alla casa del jazz sono iniziati nei mesi scorsi su input dell’ex magistrato Guglielmo Muntoni con il sospetto possano essere sepolti lì i resti del giudice scomparso nel 1994 Paolo Adinolfi. L’attività però ha sollevato subito interrogativi su eventuali possibili collegamenti con il caso di Emanuela tanto che dell'andamento degli scavi si è interessata anche la famiglia Orlandi.