Parla all'Adnkronos l'ex presidente dell'Ice e presidente del gruppo Triboo: "In questo momento, i problemi derivanti dalla situazione nello Stretto di Hormuz e l’esplosione del costo del carburante sono fattori di preoccupazioni"
“L’export italiano ha dimostrato una grande capacità contro gli shock, perché è multisettoriale, diversificato. E questa capacità di resistenza ci ha portato a diventare quarti nel mondo: un risultato impensabile dieci anni fa”. Lo ha detto Riccardo Monti, presidente del gruppo Triboo ed ex presidente dell’Agenzia Ice, commentando con l’Adnkronos le potenzialità dell’export italiano alla luce delle recenti tensioni tra l’amministrazione Trump e il governo italiano. “Il nostro export è resistente, non dipende solo da Trump: nel 2025 è cresciuto del 3,5% sull’anno” e gli stessi Stati Uniti “sono cresciuti” mostrando di essere “un mercato che ha dimostrato un grande attaccamento al Made in Italy: la domanda incontra sempre l’offerta. E noi – ha chiosato Monti – tendiamo a sopravvalutare l’impatto reale delle tensioni”. Malgrado queste, infatti, “il nostro export tiene: ha fatto quasi 70miliardi di dollari nel 2025”.
La riflessione che però è necessario fare, secondo l’ex numero uno dell’Ice, riguarda la logistica, dove l’Italia sconta storicamente un gap. “In questo momento, i problemi derivanti dalla situazione nello Stretto di Hormuz e l’esplosione del costo del carburante sono fattori di preoccupazioni”. E se è vero che l’aumento dei prezzi dei carburanti è un problema di tutti, è chiaro allo stesso modo che “un paese con una logistica fragile rischia di essere più colpito” di altri.